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    Cina: iniziate grandi esercitazioni delle forze marine

    venerdì 13 luglio 2012

    CINA,INIZIATI IERI I 6 GIORNI DI ESERCITAZIONE DELLE FORZE NAVALI: FORSE SI STANNO ALLENANDO PER UNA PROSSIMA GUERRA?
    di italian.irib.ir
    PECHINO - Ieri nel Mar Cinese Orientale sono iniziate le esercitazioni della durata di sei giorni delle forze navali della Cina.
    Queste manovre su larga scala con tiro di combattimento si svolgeranno sullo sfondo dell'inasprimento delle vertenze territoriali tra Cina e Giappone riguardo l'appartenenza delle isole di Diaoyu. Come posto delle manovre è stata scelta la zona ad est dal porto di Zhoushan che fino alla fine della settimana è stata dichiarata zona preclusa alla navigazione e alla pesca. Questa volta Pechino ha aggiunto alle manovre elementi nuovi, tra cui lo sbarco marittimo.

    fonte

    ALTROCHÈ SPENDING REVIEW,L'ITALIA SI PREPARA ALLA GUERRA: CONTINUA LA RINCORSA AGLI ARMAMENTI..

    mercoledì 11 luglio 2012


    ...e i politici come pure i media mettono tutto a tacere.

    Ci stiamo preparando per una delle più sanguinose guerre della storia e non lo sappiamo. Leggendo le notizie relative alla spesa italiana per armamenti, verrebbe proprio da pensare così.

    Ieri è stata approvata la spending review con tutta la serie di licenziamenti, tagli e riorganizzazioni annesse e connesse ma vi è stata una conferma: il progetto F-35 Joint Strike Fighter procede.

    Costruito dalla Lockheed è l’aereo più costoso al mondo: il prezzo speciale riservato all’Italia è 200 Mil di Euro ad esemplare chiavi in mano. L’Italia ne vuole 90, inizialmente erano 131, quindi andrà a spendere 18 Mld di Euro, di cui 12 sicuri, cioè più della metà della finanziaria Monti o dei tagli proposti nella proposta di revisione di spesa.

    I 90 simpatici velivoli andranno a poggiare le loro alucce sulla neo portaerei Cavour, costo 1,4 Mld di Euro e 200 Mila Euro/giorno di spese di navigazionie Si andranno a sommare ai: 121 Eurofighter,100 elicotteri Nh90 e al progetto Fremm. Escludendo quest’ultimo, costo 6 Miliardi di Euro, la spesa ipotizzata due anni fa era di 29 miliardi di Euro.

    È in corso un programma di sostituzione di armamenti aerei che ci porterà ad essere tra i primi 10 paesi al mondo, con circa 200 esemplari, considerando che i 3/4 saranno nuovi di pacca e l’altro quarto composto da Tornado di tutto rispetto. Arriveremo al pari dell’Inghilterra che certamente ha piú rischi di noi, vedi Falkland/Malvinas, e ha partecipato molto più fattivamente agli ultimi conflitti come Iraq e Afghanistan su tutti.

    Ma che ce ne faremo di tutti questi armamenti, considerando che i paesi vicini a noi, Russia a parte, sono tutti alleati UE? Quante missioni internazionali dovremo sostenere, considerando che ci costano 1,4 Mld di Euro?

    Tenete presente poi che poi che l’F-35, pur essendo il caccia più costoso al mondo, presenta notevoli falle. È vulnerabile ad attacchi elettronici, è hackerabile e soprattutto non è adatto a campagne stile Iraq o Afghanistan, praticamente le uniche per cui l’Italia potrebbe utilizzarlo.

    È decisamente meno performante del cinese low cost J-20 Stealth o del tutto europeo Eurofighter, per il cui assemblaggio lavorano oggi 1000 dipendenti nello stabilimento di Cameri. Per l’F-35 ne serviranno solo 600.

    Il senatore Carl Levin ha chiesto che la Commissione Forze armate ed il Pentagono facciano pressione sulla Lockheed, costruttore dell’F-35, affinché corregga questo scempio e diminuisca i listini.

    Mi domando, allora, perché l’Italia stia portando avanti questo programma di rinnovo e mi balena alla mente il caso Greco. Atene ha dovuto comprare dalla Germania 170 carri Leopard e 223 cannoni obsoleti dismessi dalla Bundeswher, costo 1,7 Mld. Ha fatto molto clamore la vendita di 4 sottomarini al prezzo di due per 1,3 miliardi di Euro. La Francia ha imposto ad Atene 6 fregate e 15 elicotteri, costo 4 Mld.

    Il binomio “io ti finanzio e tu mi paghi sottobanco in armamenti” vale oggi piú che mai.

    Fonte


    CRISI? IL GOVERNO MONTI SPENDE 30 MILIARDI DI EURO PER LE ARMI

    lunedì 9 luglio 2012


    di Gianni Lannes
    Mentre il governo con una mano arraffa frettolosamente risorse per fronteggiare la crisi e taglia welfare, sanità ed enti locali, con l'altra spreca ancora trenta miliardi di euro in spese militari. Una cifra, riferita al 2012 (fonte Sipri) cui vanno aggiunti oltre 10 miliardi nei prossimi anni per 90 cacciabombardieri F35 e ben 1,4 miliardi di euro per le missioni militari all'estero. La campagna Sbilanciamoci! sulla “economia a mano armata”: “L'Europa ha più soldati e carri armati degli Usa, tagliamo 10 miliardi alla casta dei militari e destiniamoli a scuola e precari”. Dulcis in fundo: 3 milioni di euro per la parata del due giugno (segreto di Stato).
    CRISI? IL GOVERNO MONTI SPENDE 30 MILIARDI DI EURO PER LE ARMI


    fonte


    CRISI? IL GOVERNO MONTI SPENDE 30 MILIARDI DI EURO PER LE ARMI

    mercoledì 6 giugno 2012


    di Gianni Lannes
    Mentre il governo con una mano arraffa frettolosamente risorse per fronteggiare la crisi e taglia welfare, sanità ed enti locali, con l'altra spreca ancora trenta miliardi di euro in spese militari. Una cifra, riferita al 2012 (fonte Sipri) cui vanno aggiunti oltre 10 miliardi nei prossimi anni per 90 cacciabombardieri F35 e ben 1,4 miliardi di euro per le missioni militari all'estero. La campagna Sbilanciamoci! sulla “economia a mano armata”: “L'Europa ha più soldati e carri armati degli Usa, tagliamo 10 miliardi alla casta dei militari e destiniamoli a scuola e precari”. Dulcis in fundo: 3 milioni di euro per la parata del due giugno (segreto di Stato).

    Il Governo Monti Spende 30 Miliardi Di Euro Per Le Armi

    FONTE

    L'UE LUCRA SULLE ARMI A DANNO DEI PAESI IN CRISI

    giovedì 15 marzo 2012


    Ne abbiamo già accennato, parlando del grave ricatto che la “Troika” Fmi-Bce-Ue ha fatto ingoiare al popolo greco: in piena crisi da usura i “partners” europei di Atene hanno fatto contrarre al governo greco oltre un miliardi di debiti per la fornitura di armamenti.
    Più precisamente, la Francia ha venduto alla Grecia aerei per 794 milioni di euro, oltre a 58 milioni per missili e 19 per apparati elettronici; i “Guardiani del rigore”, l’Olanda e la Germania hanno strappato contratti per circa 90 milioni di euro per sistemi elettronici e mezzi terrestri; l’Italietta ha lucrato 52 milioni per parti di aerei e armi leggere; la Spagna altri 33 milioni per la fornitura di presidii chimici.
    Cerchiamo di sottolineare meglio. Alla Grecia il governo “europeo” delle banche ha imposto tagli per ogni centimetro del suo bilancio nel sacro nome del Rigore nei conti pubblici (devastati dalla predazione usuraie dei benefiche banche d’affari come la Goldman & Sachs). Di contro Atene viene fornita di armamenti offensivi. Fa parte della Nato, è dirimpetto ai Paesi arabi, vicina a Siria ed Iran, c’è il contenzioso turco e cipriota... queste le motivazioni. Ovviamente nessuno ha “imposto” ad Atene di affondare ancora di più acquistando armi, ma era implicito: sostegno economico in cambio di import dall’Ue...
    E non parliamo poi delle “forniture” militari Ue agli “alleati” di guerra dall’altra parte del Mediterraneo: 2,5 miliardi di armi ai sauditi, 1,5 agli Emirati, 1,2 all’Oman e poi 1,1 a Bahrein, Qatar, Giordania, Quwait e Yemen. Non male come “bottino”, nel 2010, tra rifornimenti a “rivoluzionari delle primavere arabe” e a nazioni devastate dall’usura bancaria, no?
    Business is business.

    FONTE

    L'UE VUOLE SEMPLIFICARE LA VENDITA DELLE ARMI E MONTI APPROVA:PRONTE LE MODIFICHE ALLE LEGGE 185/1990

    Il già difficile controllo delle imprese e delle banche coinvolte nel commercio delle armi pesanti rischia di essere compromesso dalle modifiche alla legge 185/1990 (approvate in via preliminare)
    Oggi la materia degli scambi e dei transiti di armamenti è disciplinata dalla legge 185 del 1990 e da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M. 14 gennaio 2005, n. 93)

    Ma la legge comunitaria 2010 - approvata con Legge 217 del 15 dicembre 2011 - delega il Governo ad adottare una normativa che semplifica i trasferimenti di armi tra i Paesi dell’Unione Europea, in attuazione di una Direttiva del Consiglio e del Parlamento Europeo (2009/43/CE).

    Uno dei criteri a cui deve attenersi il Governo, nell'esercizio della delega, è quello di rispettare i principi della legge 185 del 9 luglio 1990. Cosa questo signfichi in concreto lo chiarisce l'Ufficio Studi del Senato in un suo Dossier (lavori preparatori), parlando di "salvaguardia del meccanismo di controllo" previsto da quella legge, "frutto di una spinta d'opinione pubblica nazionale consacrata nella legge del 1990".

    Il punto è che la legge di delega non contiene altre indicazioni. E' anche la prima volta che il Parlamento rinuncia a legiferare direttamente in una materia così delicata.

    L'APPROVAZIONE PRELIMINARE DA PARTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

    Alla fine della seduta del Consiglio dei Ministri del 9 marzo scorso, il consueto comunicato stampa avvisava che sono state adottate "modifiche alla legislazione italiana sul controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito di materiali da armamento". Sia pure brevemente, il comunicato si sofferma sul rischio di triangolazioni - di passaggio cioé attraverso uno Stato Membro di merce con destinazione finale in un paese extracomunitario - per dire che sarebbero state introdotte "opportune garanzie atte ad evitare abusi".

    Non conosciamo ancora il testo e non possiamo giudicare l'efficacia delle misure che dovrebbero prevenire gli abusi. Ma in una situazione internazionale come quella di questi mesi, la preoccupazione di ieri è diventata la certezza di oggi: l'ultima cosa da fare è quella di intervenire per semplificare e agevolare gli scambi commerciali di armamenti.

    IL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (9 marzo 2012)
    "TRASFERIMENTI ALL’INTERNO DELLA COMUNITÀ DI PRODOTTI PER LA DIFESA. Il processo di integrazione europeo nel campo della difesa ha portato negli ultimi anni a un forte aumento dell’interscambio di materiali, sottosistemi e componenti militari, nonché dei programmi di collaborazione intergovernativa per lo sviluppo e la produzione di equipaggiamenti per la difesa. Per far fronte a queste esigenza, l’Unione europea nel 2009 ha emanato una direttiva (2009/43/UE) con l’obiettivo di semplificare gli scambi intracomunitari dei prodotti destinati alla difesa e realizzare un’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri, destinata a favorire la realizzazione del mercato unico in questo settore.

    La direttiva introduce nuove figure di licenza per la vendita di armi o di parti di armi. In particolare le novità sono:

    1) Autorizzazione generale di trasferimento, la cui funzione è di consentire ai fornitori di trasferire i materiali d’armamento indicati nella stessa autorizzazione a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altro Stato membro;

    2) Autorizzazione globale di trasferimento, concessa su richiesta del singolo fornitore, per una durata di tre anni salvo rinnovo, per il trasferimento di specifici materiali di armamento e categorie di componenti, per quantità e valore indeterminati, a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altri Stati membri;

    3) Autorizzazione individuale di trasferimento, residuale rispetto alle precedenti, autorizza il trasferimento di una specifica quantità di materiali d’armamento a uno specifico destinatario, in casi tassativamente indicati.

    Il Consiglio dei Ministri, nel dare attuazione alla direttiva, su proposta del Ministro per gli affari europei del Ministro della difesa e del Ministro degli affari esteri, oltre ai vantaggi elencati introduce le opportune misure di garanzia atte ad evitare abusi (es. triangolazioni che, attraverso il “passaggio” per uno Stato membro, occultino la finale destinazione extracomunitaria della merce)".


    Note:
    Il contenuto - piuttosto vago - della delega conferita al Governo per legiferare sul commercio di armamenti:

    Legge 217/2011 (Comunitaria 2010) art.12 "Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009"

    1. Il Governo e' delegato ad adottare uno o piu' decreti legislativi per dare attuazione alla direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalita' e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunita' di prodotti per la difesa, entro la scadenza del termine di recepimento fissato dalla stessa direttiva e nel rispetto dei principi contenuti nella medesima nonche' nelle posizioni comuni 2003/468/PESC del Consiglio e 2008/944/PESC del Consiglio, rispettivamente del 23 giugno 2003 e dell'8 dicembre 2008.

    2. La delega di cui al comma 1 deve essere esercitata in conformita' ai principi di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185.

    3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati, su proposta del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per la semplificazione normativa, degli affari esteri, della difesa, della giustizia, dell'interno e dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico, con le modalita' e le procedure di cui all'articolo 1 della legge 4 giugno 2010, n. 96, con particolare riferimento, in ragione della materia trattata, al parere delle competenti Commissioni parlamentari e nel rispetto dei principi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 2 della medesima legge 4 giugno 2010, n. 96, e all'articolo 1 della presente legge, prevedendo, ove necessario, semplificazioni di natura organizzativa e amministrativa, nonche' ulteriori fattispecie sanzionatorie di natura amministrativa nel rispetto dei principi di cui alla legge 9 luglio 1990, n.185.

    4. Con uno o piu' regolamenti si provvede ai fini dell'esecuzione ed attuazione dei decreti legislativi di cui al presente articolo, con le modalita' e le scadenze temporali ivi previste.

    5. Gli oneri relativi alle autorizzazioni per le forniture, alle certificazioni e ai controlli ... (Omissis)

    6. I tempi di rilascio dei pareri tecnici e delle autorizzazioni .. (Omissis)

    FONTE


    Più facile trasferire armi in Europa, Monti dice sì

    Il CdM dà attuazione a una direttiva europea ma, dice, introducendo «le opportune misure di garanzia atte ad evitare le triangolazioni»

    Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato i decreti legislativi che dando attuazione a una direttiva europea di fatto intrducono alcune modifiche alla legge 185/90, volte a semplificare le modalità dei trasferimenti di armi all’interno della Comunità Europea.

    Questa la premessa: «Il processo di integrazione europeo nel campo della difesa ha portato negli ultimi anni a un forte aumento dell’interscambio di materiali, sottosistemi e componenti militari, nonché dei programmi di collaborazione intergovernativa per lo sviluppo e la produzione di equipaggiamenti per la difesa. Per far fronte a queste esigenza, l’Unione europea nel 2009 ha emanato una direttiva (2009/43/UE) con l’obiettivo di semplificare gli scambi intracomunitari dei prodotti destinati alla difesa e realizzare un’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri, destinata a favorire la realizzazione del mercato unico in questo settore».

    Ecco le novità recepite con questa direttiva, che introduce nuove figure di licenza per la vendita di armi o di parti di armi.

    1) Autorizzazione generale di trasferimento, la cui funzione è di consentire ai fornitori di trasferire i materiali d’armamento indicati nella stessa autorizzazione a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altro Stato membro;

    2) Autorizzazione globale di trasferimento, concessa su richiesta del singolo fornitore, per una durata di tre anni salvo rinnovo, per il trasferimento di specifici materiali di armamento e categorie di componenti, per quantità e valore indeterminati, a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altri Stati membri;

    3) Autorizzazione individuale di trasferimento, residuale rispetto alle precedenti, autorizza il trasferimento di una specifica quantità di materiali d’armamento a uno specifico destinatario, in casi tassativamente indicati.

    Il Consiglio dei Ministri, nel dare attuazione alla direttiva, ha introdotto anche - così recita per il momento il comunicato stampa - «le opportune misure di garanzia atte ad evitare abusi, ad esempio triangolazioni che, attraverso il “passaggio” per uno Stato membro, occultino la finale destinazione extracomunitaria della merce.

    FONTE

    ECCO I PIU' GRANDI PRODUTTORI DI ARMI AL MONDO:ITALIA ALL'OTTAVO POSTO

    lunedì 12 marzo 2012

    L’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), un istituto di ricerca sui conflitti, il controllo delle armi e il disarmo, ha indicato per il 2010 la Lockeed Martin come il più grande fornitore di armi al mondo, con vendite che ammontano a 35,7 miliardi di dollari.

    Nell’annuario 2012 del SIPRI (pdf) sulla base dei dati del 2010, tra le prime 10 società soltanto tre non sono statunitensi – la britannica BAE Systems (2° con 32,9 miliardi di dollari), l’europea EADS (7° con 16,4 miliardi) e l’italiana Finmeccanica (8° con 14,4 miliardi).

    Otto società russe sono riuscite a rientrare tra le prime 100, tra cui la Almaz-Antei (20°, quasi 4 miliardi di dollari), la United Aircraft Corp. (21°con 3,4 miliardi), la Russian Helicopters (47° con 19 miliardi) e altre.

    In un comunicato stampa, il SIPRI ha dichiarato che “le vendite complessive di armi (comprese le vendite di servizi militari) delle 100 società della classifica hanno conservato nel 2010 la loro tendenza al rialzo, anche se in realtà dell'1%. L’aumento è stato molto inferiore rispetto al 2009.”

    “I dati del 2010 dimostrano una volta di più la capacità dei maggiori protagonisti di continuare a vendere armi e servizi militari nonostante le crisi finanziarie che attualmente riguarda altri settori,” ha affermato la dr.ssa Susan Jackson, esperta di industria degli armamenti al SIPRI.

    FONTE

     
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