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    Altro che fallimento L'euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dall'oligarchia

    venerdì 13 luglio 2012

    L'euro ha centrato il suo obiettivo: ...ovvero quello di distruggere le nazioni europee in soli 10 anni!
    "L'idea che l'Euro sia un fallimento è stupidamente errata, l'Euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dal suo ideatore e da quel 1% di oligarchi che l'hanno imposto".
    Così ha scritto il giornalista americano Greg Palast sul Guardian del 26 giugno, ricordando che "l'ideatore", Robert Mundell, ha sempre visto la sua creatura (l'euro) come l'arma che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro; "Ho conosciuto Mundell tramite il mio docente universitario Milton Friedman".
    Palast descrive bene l'idea di Mundell: "L'Euro inizia davvero a svolgere il suo compito in tempi di crisi, infatti la moneta unica e soprannazionale toglie ai governi eletti la possibilità di usare politiche creditizie e fiscali capaci di farci uscire dalla crisi, in quanto pone le politiche monetarie al di fuori dalla portata dei politici (eletti) e, senza queste prerogative, l'unico modo che hanno i governi per cercare di mantenere i posti di lavoro è quello di ridurre regole e diritti verso imprese e lavoratori, tutto nel nome della concorrenza". Per Mundell niente deve interferire col MERCATO".

    Palast continua dicendo che Mundell gli spiegava che "l'euro è tutt'uno con la Reaganomics; la disciplina monetaria impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici (servi del mercato invisibile... sic), e quando la crisi morde allora alle nazioni resta ben poco da fare se non liberalizzare, privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato".
    Il termine "riforme strutturali" non è altro che un eufemismo per nascondere l'annullamento dei diritti dei lavoratori (e degli imprenditori...), Mundell sostiene che "l'unione monetaria è una guerra di classe con altri mezzi" (la classe oligarchica contro il 99% dei cittadini).

    fonte: movisol.org tratto da ecplanet.com

    CONSIGLIO UE: 25 PAESI FIRMANO MES E FISCAL COMPACT. FUORI REP. CECA E GRAN BRETAGNA.

    L'EUROPA FIRMA LA SUA CONDANNA A MORTE.O MEGLIO L'ELITE EUROPEA FIRMA LA CONDANNA A MORTE DEI POVERI ED INCONSAPEVOLI CITTADINI CHE DA OGGI VERRANNO STRITOLATI ANCORA PIU' A PIACIMENTO DALLO SPECULATORE DI TURNO. PER DRAGHI L'ACCORDO RAFFORZA LA FIDUCIA NELLA ZONA EURO,MENTRE MONTI DICE CHE L'ITALIA É SODDISFATTA. TRADOTTO: SIAMO SEMPRE PIU' VICINI AGLI STATI UNITI D'EUROPA E ALLA DITTATURA EUROPEA!

    di Free Italy per Free-Italy.info
    L'accordo a 25 stato raggiunto: anche l'Italia ha firmato il patto fiscale (Fiscal Compact) e il trattato che istituisce il meccanismo di stabilità europeo meglio noto come fondo salva stati o Mes o Esm. Fuori solo l'intelligente Repubblica Ceca e la furbe Gran Bretagna. Loro sì mica sono così pazzi da firmare dei trattati così aberranti,anticostituzionali,illegali e che palesemente rappresentano la condanna a morte dello stato sociale europeo. Come scrive Il Sole 24 Ore:
    Il vertice informale dell'Ue svoltosi oggi a Bruxelles è riuscito a ottenere la firma del nuovo trattato Patto di Bilancio, voluto dai tedeschi, che impone una ferrea disciplina di bilancio ai paesi dell'Eurozona, e ha approvato un piano per la crescita e l'occupazione, con misure per promuovere il lavoro dei giovani, le Pmi e il completamento del mercato unico nei servizi, ma ha 'perso pezzi' strada facendo.
    Per ore,secondo quanto riporta lo stesso giornale, è andato in scesa un'accesa controversia tra Francia e Polonia,quest'ultima appoggiata dalla stessa Repubblica Ceca e da altri paesi dell'Est Europa che chiedono che i vertici dell'Eurogruppo non siano ristretti ai soli membri dell'euro. Si è dunque arrivati ad un accordo secondo cui i 17 paesi dell'Euro si riuniranno da soli almeno due volte l'anno,ma almeno una volta l'anno dovranno aprire le riunioni agli altri stati membri che non hanno aderito all'area euro ma che hanno il diritto di dire la propria sull'architettura costituzionale dell'Europa che verrà.

    Polemiche anche sulla dichiarazione sulla crescita e sull'occupazione,con la Svezia che non ha voluto sottoscrivere (giustamente) la dichiarazione perchè vuole che sulla questione si pronunci prima il proprio parlamento nazionale. Questi sono paesi con gli attributi.Questi sono i paesi che hanno rispetto della sovranità nazionale.

    Purtroppo non è così per gli altri 25 stati che invece hanno firmato i due patti introducendo il pareggio di fatto che diventa una "regola d'oro". E certo perchè a chi sgarra l'errore costerà un occhio della testa. Spiega il Sole 24 Ore

    Il pareggio di bilancio diventa una «regola d'oro» per i 25 paesi della Ue che accettando il nuovo Patto hanno accettato di inserire l'obbligo dell'equilibrio dei conti nelle Costituzioni nazionali o in leggi equivalenti e si sono impegnati a fare scattare sanzioni 'semi-automatichè in caso di violazione. I paesi che hanno un debito superiore al tetto fissato da Maastricht del 60% sul Pil si sono impegnati inoltre ad un piano di rientro pari ad 1/20 l'anno, tenendo però conto -come chiesto dall'Italia - dei fattori attenuanti già previsti dal six-pack, il pacchetto di disposizioni sulla nuova governance economica.

    Insomma con mezza Europa che taglia tutto e il contrario di tutto da almeno 2 anni. Con una povertà alle stelle. Con una disoccupazione galoppante. Con i popoli oramai senza soldi. Ecco in una situazione del genere la regola d'oro è il colpo di grazia all'Italia e all'Europa tutta. A questo aggiungiamo che i 25 stati sapientoni "hanno anche dato il via libera alla creazione del fondo salva-stati permanente Esm, che dal primo luglio sostituirà quello provvisorio Efsf, rinviando però al vertice del primo di marzo la decisione sulle risorse."
    Lo sapevamo che sarebbe accaduto ma c'è di peggio: all'Italia e alla Germania i 500 miliardi stabiliti non bastano più e vorrebbero allargare il fondo a 750 miliardi,di cui buona parte verrebbero proprio da Italia (125 miliardi sui 500 pattuiti), Francia e Germania.
    Di male in peggio insomma!

    Chi non avesse ancora idea di cosa siano il Fiscal Compact e il Mes può leggere i seguenti approfondimenti e rendersi conto di quello che hanno in serbo per noi quei burattini di Bruxelles:

    1. Ue,arriva il meccanismo europeo di stabilità: ora l'ue potrà svuotare le casse degli stati come e quando vorrà.
    2. Fiscal Compact, che cos'è e come funziona? Nuovo trattato in vigore dal 2013



    Scritto da Free Italy per Free-Italy.info

    MES:LA NUOVA DITTATURA EUROPEA PERMANENTE.ECCO COSA DEVI SAPERE SUL FONDO SALVASTATI.

    mercoledì 21 marzo 2012

    MES,ESM,FONDO SALVA STATI.L'HANNO CHIAMATO IN MILLE MODI MA LA SOSTANZA NON CAMBIA:IL MECCANISMO DI STABILITA' EUROPEA ISTITUISCE LA DITTATURA EUROPEA PERMANENTE.E IL BELLO(SI FA PER DIRE)E' CHE PAGHEREMO PER ENTRARE NELLA DITTATURA.LA BATTAGLIA CONTRO IL MES E' INIZIATA TANTI MESI FA E NOI DI FREE-ITALY SIAMO STATI TRA I PRIMI(SE NON I PRIMI) AD OPPORCI SENZA MA E SENZA SE AL MECCANISMO DI STABILITA' EUROPEA.E' VERO IL PRIMO PUNTO E' STATO PORTATO A TERMINE:GLI STATI HANNO FIRMATO IL TRATTATO CHE DEVE ESSERE RATIFICATO DAI PARLAMENTI..E SAPPIAMO BENE CHE NEI PARLAMENTI CI SONO I CAMERIERI DEI BANCHIERI E NON CERTO PERSONE CHE FANNO I NOSTRI INTERESSI.MA A DIFFERENZA DEL TRATTATO DI LISBONA QUESTA VOLTA NON SOLO SIAMO IN TANTI AD ESSERE INFORMATI SUL TRATTATO MA C'E' ANCHE UN DISCRETO PUBBLICO ITALIANO CHE CI APPOGGIA.E ALLORA SE NON SAPETE COSA SIA IL MES GUARDATEVI IL VIDEO E CONDIVIDETELO FINO ALLA NAUSEA POPOLO DI FREE-ITALY!TUTTA ITALIA DEVE SAPERE!SOTTO AL VIDEO I LINK DELLE MOZIONI.


    English motion - Mozione
    English: http://www.palermoreport.it/images/stories/pdf/esm_mozione_eng.pdf
    Italiano: http://www.palermoreport.it/images/stories/pdf/esm_mozione.pdf

    Firmate la mozione in italiano:
    http://www.palermoreport.it/notizie/litalia-non-deve-aderire-allesm-ecco-la-mozione

    Dossier della Dottoressa Lidia Undiemi:
    http://www.palermoreport.it/images/stories/pdf/esm_Dossier_SME_Undiemi.pdf

    APPELLO IMPORTANTE -- MOBILITIAMOCI IL PERICOLO E' ESTREMO
    http://www.stampalibera.com/?p=41412

    Il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e il Meccanismo europeo di stabilità (MES) contro i popoli di Europa
    http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6957

    Fermiamo l'ESM. L'Italia non deve aderire. Ecco la mozione.



    PalermoReport.it Lancia un appello ai cittadini europei





    L'Italia sta per cedere la propria sovranità economica. Ma a chi?



    FREE ITALY

    L'UE CONTRO LE BANCHE:STOP A CARO CONTO E COSTI NASCOSTI.ECCO L'ENNESIMA FARSA MEDIATICA PROGETTATA DA BRUXELLES..

    martedì 20 marzo 2012

    PER LA COMMISSIONE EUROPEA LE BANCHE NON PROTEGGONO ABBASTANZA I CONSUMATORI:COSTI TROPPI ELEVATI,COSTI EXTRA NASCOSTI IN CONTRATTI LUNGHISSIMI CHE NESSUNO LEGGE,TROPPE DIFFICOLTA' BUROCRATICHE PER CHI VUOLE CAMBIARE BANCA.E SULLE BANCHE CENTRALI CHE SONO PROPRIETARIE DEI NOSTRI SOLDI DA CUI OTTENGONO UN REDDITO CHE SOTTRAGGONO AGLI STATI AVRANNO MAI DETTO QUALCOSA?NO SULLE NO CARI LETTORI DI FREE-ITALY...NON FATEVI INGANNARE:SE LA PRENDONO SEMPRE COI PESCI PICCOLI PER FARVI CREDERE CHE SIETE LIBERI E CHE LORO SONO DALLA VOSTRA PARTE:MA COL CAVOLO CHE E' COSI'!

    Da Bruxelles giunge l'ennesima notizia che serve a depistare..Come riporta l'Ansa,infatti "per la Commissione Ue le banche europee non proteggono abbastanza i consumatori che continuano ad avere difficolta' a cambiare banca e costi di conto 'extra' nascosti in condizioni lunghe centinaia di pagine. Per questo Bruxelles, basandosi anche sul rapporto di Mario Monti sul Mercato Unico, lancia oggi una 'consultazione pubblica', il primo passo di una normativa ad hoc sulle banche che arrivera' a fine anno."
    Ma quali sono questi fantomatici problemi rilevati dai burocrati di Bruxelles al soldo dei banchieri?
    Li elenco tali e quali a come li hanno evidenziati loro:

    1. Continui problemi circa il livello di informazione sulle tariffe bancarie e il modo in cui sono presentate .
    2. Scarsa informazione sui costi del conto corrente con conseguente difficoltà da parte del consumatore nel poter scegliere la banca che offra il servizio migliore a costi più bassi.
    3. Alle banche è imputato l'uso di un gergo differente per la stessa voce al fine di rendere ancor più complesso l'individuazione dei costi specifici del conto corrente.
    4. La cattiva informazione causata dai contratti bancari poco chiari impedisce all'utente di aprire un conto corrente o di acquistare prodotti finanziari in un altro Stato Ue.
    Nell'articolo si legge poi un esempio esplicativo che farà non solo arrabbiare il lettore ingenuo,ma lo farà sentire forse protetto dal fatto che ora è pronta a scendere in campo la parte "buona"(si fa per dire),rappresentata dalla Commissione Europea,quella che ci ha liberati(per capirci) del nostro male assoluto(Silvio Berlusconi) e che quindi gode magari di grande stima da parte di un certo pubblico italiano..Ma dicevamo dell'esempio esplicativo.Eccolo qua:

    La Commissione cita l'esempio di un cittadino francese, scarso utilizzatore dei suoi servizi bancari, che secondo un'analisi paga il 195% in piu' di quanto pagherebbe se scegliesse i suoi servizi 'a la carte', quindi in base alle sue reali esigenze.
    Fatta questa premesso potrebbe sembrare che la Commissione Europea stia portando avanti una crociata nobilissima a difesa del popolo europeo,tanto che ha lanciato proprio oggi una consultazione sul problemone dei conti correnti.Peccato che proprio le decisioni dell'Europa che ci ha imposto la politica monetaria(folle) stiano svuotando quei conti correnti.Cara Commissione Europea cosa me ne importa dei costi dei conti correnti se poi le manovre imposte dai burocrati di Bruxelles,burattini al solo dell'elite,stanno letteralmente svuotando le nostre casse?Dei costi dei conti correnti si sta parlando molto.I dati li potete osservare nel grafico sottostante:
    I costi li avete visti:stiamo parlando in scala annuale attenzione.Questo non vuol dire che vogliamo sminuire il problema ma vogliamo farvi capire che non sono quei 40 euro mensili circo di spese il vero problema.In Italia stiamo assistendo ad un'altra crociata mediatica pensata a tavolino:dopo la casta ora cercheranno di farvi credere che il nemico sono i costi elevati delle banche..E allora mi chiedo perchè l'Ue non fa qualcosa su quelli che sono i veri temi su cui dovrebbe intervenire?Ve ne cito alcuni,poi sta a voi aprire gli occhi ed uscire dall'inganno:

    1)I MUTUI SONO UNA TRUFFA:ECCO COME LE BANCHE CREANO DENARO VIRTUALE OTTENENDO MONETA SONANTE!

    IN BASE AL TRATTATO DI BASILEA LE BANCHE POSSANO PRESTARE FINO A 50 VOLTE CIO' CHE HANNO.CIO' SIGNIFICA CHE CI HANNO PRESTATO DENARO VIRTUALE,DA LORO CREATO!LE BANCHE LAVORANO SUI GRANDI NUMERI: SOLO IL 2% DEL DENARO IN LORO DEPOSITO VIENE RICHIESTO IN CONTANTE E QUINDI IL RESTANTE 98% VIENE PRESTATO FINO A 50 VOLTE!I MUTUI SONO DENARO VIRTUALE E RAPPRESENTANO IL VERO BUSINESS DELLE BANCHE,PERCHE' NOI DOBBIAMO VERSARE I SOLDI IN CONTANTI MENTRE IL MUTUO E' DENARO VIRTUALE..LA VERA TRUFFA DELL BANCHE E' QUESTA:SEMPLICE E TALMENTE SCONTATA DA CAPIRE,DA FARE PAURA.LE BANCHE PRESTANO CIO' CHE NOI NON HANNO E LO VOGLIONO ANCHE ADDIZIONATO DI INTERESSE..PRESTANO DEI SOLDI INVENTATI.FATELO VOI E VEDRETE CHE VERRETE INCRIMINATI PER TRUFFA.UN VIDEO SEMPLICE E FATTO BENE DA VEDERE E DIFFONDERE!



    2)L'USURA BANCARIA



    3)FISCA COMPACT: PER APPROFONDIMENTI LEGGETE QUI


    4)MES/ESM/FONDO SALVASTATI:LO STRUMENTO CHE CI IMPOVERIRA' DEFINITAMENTE.APPROFONDIMENTI QUI.


    5)SIGNORAGGIO STORIA DI UNA TRUFFA DA 700 MILIARDI L'ANNO(ALTRO CHE GLI SPICCIOLI DEI CONTI CORRENTI..):LINK QUI.


    6)LA PROPRIETA' GIURIDICA DELL'EURO E' DELLA BCE E DEL SISTEMA E NON DEI CITTADINI EUROPEI: LINK QUI.

    Invitiamo tutti i lettori a focalizzare l'attenzione su queste problematiche e a non farsi sviare dalle fantomatiche battaglie dei paladini di Bruxelles...

    Free Italy

    SPAGNA,BONOS AL 5,205%:TRATTAMENTO BERLUSCONI PRONTO ANCHE PER IL RIBELLE RAJOY?

    sabato 17 marzo 2012

    Nel lazzaretto europeo la Spagna è il malato più contagioso, troppo grande per fallire ma (più) fatalmente vicino alla bancarotta. I riflettori dei media sussidiati per tutto il 2011 si sono concentrati sul dramma greco e presto lo faranno su quello portoghese. Nel frattempo, mese per mese le condizioni economiche e sociali del paese iberico diventano sempre più insostenibili, alcuni aggregati fondamentali sono già oggi come e peggio quelli di Grecia e Portogallo (disoccupazione spagnola 2011 al 20%, giovanile oltre il 40%).

    Per questo motivo Rischio Calcolato ha deciso di seguire con una serie di speciali ciò che accade in Spagna.

    Aggiorniamo il precedente post (qui sotto) sul ”trattamento Berlusconi” che l’europa sta somministrando a Rajoy, reo di non aver piegato la testa ai diktat di BCE e UE.:
    Sorprendendo un po’ tutti gli osservatori, il premier spagnolo Mariano Rajoy ha sfidato oggi la Commissione Ue e le ferree direttive di Berlino annunciando per il 2012 un deficit al 5,8% del Pil, anziché al 4,4%.
    Una decisione presa tra l’altro senza parlarne con i colleghi europei, perché, ha spiegato Rajoy, si tratta una “decisione sovrana della Spagna”.….
    Attenzione,la partita spagnola è qualcosa di diverso e molto più grande (anzi troppo grande per fallire) rispetto a Grecia e Portogallo. In un ambiete in cui il mercato dei bond nazionali è stato sospeso dagli interventi della BCE, le differenze contano.

    Non è un caso se la Spagna è tornata ad essere peggio di noi nella classifica dei rendimenti e la causa NON E’ una libera forza del mercato. E’ in atto uno scontro fra fazioni, la domanda è se i banchieri riusciranno ad imporre il ”trattamento Berlusconi” anche al primo ministro Spagnolo.

    ________________________________________

    Occhio ai rendimenti Spagnoli. Piano, piano il tasso di interesse sui Bonos sta risalendo e oggi (nonstante LTRO) tocca nuovi massimi (5,16%8) dal 20 Febbraio scorso.
    Il Premier Rajoy ha da poco dichiarato che nel 2012 la Spagna NON centrerà gli obbiettivi di deficit “per decisione sovrana”. In altre parole Madrid se ne infischia di quanto prescritto da Europa e Bce.

    da Rassegna.it del 02/03/2012

    Annuncio a sorpresa del premier Rajoy: il deficit di Madrid nel 2012 sarà al 5,8% del Pil, anziché al 4,4%, come precedentemente concordato da Zapatero con Bruxelles. Una scelta obbligata per non uccidere la ripresa, ma anche una sfida all’Ue
    Quasi un punto e mezzo di deficit in più rispetto a quanto concordato dal suo predecessore, Josè Luis Zapatero. Sorprendendo un po’ tutti gli osservatori, il premier spagnolo Mariano Rajoy ha sfidato oggi la Commissione Ue e le ferree direttive di Berlino annunciando per il 2012 un deficit al 5,8% del Pil, anziché al 4,4%.
    Una decisione presa tra l’altro senza parlarne con i colleghi europei, perché, ha spiegato Rajoy, si tratta una “decisione sovrana della Spagna”.….
    e ooops come per magia pare che il flusso LTRO BCE—->Banche—->Debiti Sovrani si sia interrotto per Madrid.

    FONTE

    L'UE LUCRA SULLE ARMI A DANNO DEI PAESI IN CRISI

    giovedì 15 marzo 2012


    Ne abbiamo già accennato, parlando del grave ricatto che la “Troika” Fmi-Bce-Ue ha fatto ingoiare al popolo greco: in piena crisi da usura i “partners” europei di Atene hanno fatto contrarre al governo greco oltre un miliardi di debiti per la fornitura di armamenti.
    Più precisamente, la Francia ha venduto alla Grecia aerei per 794 milioni di euro, oltre a 58 milioni per missili e 19 per apparati elettronici; i “Guardiani del rigore”, l’Olanda e la Germania hanno strappato contratti per circa 90 milioni di euro per sistemi elettronici e mezzi terrestri; l’Italietta ha lucrato 52 milioni per parti di aerei e armi leggere; la Spagna altri 33 milioni per la fornitura di presidii chimici.
    Cerchiamo di sottolineare meglio. Alla Grecia il governo “europeo” delle banche ha imposto tagli per ogni centimetro del suo bilancio nel sacro nome del Rigore nei conti pubblici (devastati dalla predazione usuraie dei benefiche banche d’affari come la Goldman & Sachs). Di contro Atene viene fornita di armamenti offensivi. Fa parte della Nato, è dirimpetto ai Paesi arabi, vicina a Siria ed Iran, c’è il contenzioso turco e cipriota... queste le motivazioni. Ovviamente nessuno ha “imposto” ad Atene di affondare ancora di più acquistando armi, ma era implicito: sostegno economico in cambio di import dall’Ue...
    E non parliamo poi delle “forniture” militari Ue agli “alleati” di guerra dall’altra parte del Mediterraneo: 2,5 miliardi di armi ai sauditi, 1,5 agli Emirati, 1,2 all’Oman e poi 1,1 a Bahrein, Qatar, Giordania, Quwait e Yemen. Non male come “bottino”, nel 2010, tra rifornimenti a “rivoluzionari delle primavere arabe” e a nazioni devastate dall’usura bancaria, no?
    Business is business.

    FONTE

    L'UE VUOLE SEMPLIFICARE LA VENDITA DELLE ARMI E MONTI APPROVA:PRONTE LE MODIFICHE ALLE LEGGE 185/1990

    Il già difficile controllo delle imprese e delle banche coinvolte nel commercio delle armi pesanti rischia di essere compromesso dalle modifiche alla legge 185/1990 (approvate in via preliminare)
    Oggi la materia degli scambi e dei transiti di armamenti è disciplinata dalla legge 185 del 1990 e da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M. 14 gennaio 2005, n. 93)

    Ma la legge comunitaria 2010 - approvata con Legge 217 del 15 dicembre 2011 - delega il Governo ad adottare una normativa che semplifica i trasferimenti di armi tra i Paesi dell’Unione Europea, in attuazione di una Direttiva del Consiglio e del Parlamento Europeo (2009/43/CE).

    Uno dei criteri a cui deve attenersi il Governo, nell'esercizio della delega, è quello di rispettare i principi della legge 185 del 9 luglio 1990. Cosa questo signfichi in concreto lo chiarisce l'Ufficio Studi del Senato in un suo Dossier (lavori preparatori), parlando di "salvaguardia del meccanismo di controllo" previsto da quella legge, "frutto di una spinta d'opinione pubblica nazionale consacrata nella legge del 1990".

    Il punto è che la legge di delega non contiene altre indicazioni. E' anche la prima volta che il Parlamento rinuncia a legiferare direttamente in una materia così delicata.

    L'APPROVAZIONE PRELIMINARE DA PARTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

    Alla fine della seduta del Consiglio dei Ministri del 9 marzo scorso, il consueto comunicato stampa avvisava che sono state adottate "modifiche alla legislazione italiana sul controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito di materiali da armamento". Sia pure brevemente, il comunicato si sofferma sul rischio di triangolazioni - di passaggio cioé attraverso uno Stato Membro di merce con destinazione finale in un paese extracomunitario - per dire che sarebbero state introdotte "opportune garanzie atte ad evitare abusi".

    Non conosciamo ancora il testo e non possiamo giudicare l'efficacia delle misure che dovrebbero prevenire gli abusi. Ma in una situazione internazionale come quella di questi mesi, la preoccupazione di ieri è diventata la certezza di oggi: l'ultima cosa da fare è quella di intervenire per semplificare e agevolare gli scambi commerciali di armamenti.

    IL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (9 marzo 2012)
    "TRASFERIMENTI ALL’INTERNO DELLA COMUNITÀ DI PRODOTTI PER LA DIFESA. Il processo di integrazione europeo nel campo della difesa ha portato negli ultimi anni a un forte aumento dell’interscambio di materiali, sottosistemi e componenti militari, nonché dei programmi di collaborazione intergovernativa per lo sviluppo e la produzione di equipaggiamenti per la difesa. Per far fronte a queste esigenza, l’Unione europea nel 2009 ha emanato una direttiva (2009/43/UE) con l’obiettivo di semplificare gli scambi intracomunitari dei prodotti destinati alla difesa e realizzare un’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri, destinata a favorire la realizzazione del mercato unico in questo settore.

    La direttiva introduce nuove figure di licenza per la vendita di armi o di parti di armi. In particolare le novità sono:

    1) Autorizzazione generale di trasferimento, la cui funzione è di consentire ai fornitori di trasferire i materiali d’armamento indicati nella stessa autorizzazione a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altro Stato membro;

    2) Autorizzazione globale di trasferimento, concessa su richiesta del singolo fornitore, per una durata di tre anni salvo rinnovo, per il trasferimento di specifici materiali di armamento e categorie di componenti, per quantità e valore indeterminati, a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altri Stati membri;

    3) Autorizzazione individuale di trasferimento, residuale rispetto alle precedenti, autorizza il trasferimento di una specifica quantità di materiali d’armamento a uno specifico destinatario, in casi tassativamente indicati.

    Il Consiglio dei Ministri, nel dare attuazione alla direttiva, su proposta del Ministro per gli affari europei del Ministro della difesa e del Ministro degli affari esteri, oltre ai vantaggi elencati introduce le opportune misure di garanzia atte ad evitare abusi (es. triangolazioni che, attraverso il “passaggio” per uno Stato membro, occultino la finale destinazione extracomunitaria della merce)".


    Note:
    Il contenuto - piuttosto vago - della delega conferita al Governo per legiferare sul commercio di armamenti:

    Legge 217/2011 (Comunitaria 2010) art.12 "Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009"

    1. Il Governo e' delegato ad adottare uno o piu' decreti legislativi per dare attuazione alla direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalita' e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle Comunita' di prodotti per la difesa, entro la scadenza del termine di recepimento fissato dalla stessa direttiva e nel rispetto dei principi contenuti nella medesima nonche' nelle posizioni comuni 2003/468/PESC del Consiglio e 2008/944/PESC del Consiglio, rispettivamente del 23 giugno 2003 e dell'8 dicembre 2008.

    2. La delega di cui al comma 1 deve essere esercitata in conformita' ai principi di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185.

    3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati, su proposta del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per la semplificazione normativa, degli affari esteri, della difesa, della giustizia, dell'interno e dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico, con le modalita' e le procedure di cui all'articolo 1 della legge 4 giugno 2010, n. 96, con particolare riferimento, in ragione della materia trattata, al parere delle competenti Commissioni parlamentari e nel rispetto dei principi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 2 della medesima legge 4 giugno 2010, n. 96, e all'articolo 1 della presente legge, prevedendo, ove necessario, semplificazioni di natura organizzativa e amministrativa, nonche' ulteriori fattispecie sanzionatorie di natura amministrativa nel rispetto dei principi di cui alla legge 9 luglio 1990, n.185.

    4. Con uno o piu' regolamenti si provvede ai fini dell'esecuzione ed attuazione dei decreti legislativi di cui al presente articolo, con le modalita' e le scadenze temporali ivi previste.

    5. Gli oneri relativi alle autorizzazioni per le forniture, alle certificazioni e ai controlli ... (Omissis)

    6. I tempi di rilascio dei pareri tecnici e delle autorizzazioni .. (Omissis)

    FONTE


    Più facile trasferire armi in Europa, Monti dice sì

    Il CdM dà attuazione a una direttiva europea ma, dice, introducendo «le opportune misure di garanzia atte ad evitare le triangolazioni»

    Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato i decreti legislativi che dando attuazione a una direttiva europea di fatto intrducono alcune modifiche alla legge 185/90, volte a semplificare le modalità dei trasferimenti di armi all’interno della Comunità Europea.

    Questa la premessa: «Il processo di integrazione europeo nel campo della difesa ha portato negli ultimi anni a un forte aumento dell’interscambio di materiali, sottosistemi e componenti militari, nonché dei programmi di collaborazione intergovernativa per lo sviluppo e la produzione di equipaggiamenti per la difesa. Per far fronte a queste esigenza, l’Unione europea nel 2009 ha emanato una direttiva (2009/43/UE) con l’obiettivo di semplificare gli scambi intracomunitari dei prodotti destinati alla difesa e realizzare un’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri, destinata a favorire la realizzazione del mercato unico in questo settore».

    Ecco le novità recepite con questa direttiva, che introduce nuove figure di licenza per la vendita di armi o di parti di armi.

    1) Autorizzazione generale di trasferimento, la cui funzione è di consentire ai fornitori di trasferire i materiali d’armamento indicati nella stessa autorizzazione a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altro Stato membro;

    2) Autorizzazione globale di trasferimento, concessa su richiesta del singolo fornitore, per una durata di tre anni salvo rinnovo, per il trasferimento di specifici materiali di armamento e categorie di componenti, per quantità e valore indeterminati, a uno o più destinatari certificati stabiliti nel territorio di altri Stati membri;

    3) Autorizzazione individuale di trasferimento, residuale rispetto alle precedenti, autorizza il trasferimento di una specifica quantità di materiali d’armamento a uno specifico destinatario, in casi tassativamente indicati.

    Il Consiglio dei Ministri, nel dare attuazione alla direttiva, ha introdotto anche - così recita per il momento il comunicato stampa - «le opportune misure di garanzia atte ad evitare abusi, ad esempio triangolazioni che, attraverso il “passaggio” per uno Stato membro, occultino la finale destinazione extracomunitaria della merce.

    FONTE

    PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE,VIA LIBERA DELLA CAMERA AL DDL

    mercoledì 7 marzo 2012

    In dirittura d'arrivo il disegno di legge costituzionale che mira a introdurre nella Costituzione il pareggio di bilancio, cioè il principio dell'equilibrio delle entrate e delle spese. Terzo via libera, dopo la prima lettura a Montecitorio e palazzo Madama, da parte dell'Aula della Camera al disegno di legge costituzionale: i voti a favore sono stati 489, i voti contrari 3, le astensioni 19. Il provvedimento - già approvato, in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati, il 30 novembre 2011, e dal Senato della Repubblica, il 15 dicembre 2011 - torna ora al Senato per il via libera definitivo.


    Due distinte deliberazioni per le leggi costituzionali

    L'articolo 138 della Carta prevede che le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali debbano essere approvate a maggioranza assoluta da ciascun ramo del Parlamento con due distinte deliberazioni, tra le quali devono intercorrere almeno tre mesi. Sei articoli in tutto, per inserire nella Carta Costituzionale regole di taglio europeo sul pareggio di bilancio. Le nuove disposizioni costituzionali si applicano dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014. Ecco, voce per voce, il contenuto del provvedimento costituzionale.

    Applicazione delle nuove disposizioni (articolo 6). Le disposizioni della proposta di legge costituzionale si applicano a decorrere dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014.

    Armonizzazione dei bilanci pubblici (articolo 3). L'articolo modifica l'articolo 117, secondo e terzo comma, della Costituzione, attribuendo la materia «armonizzazione dei bilanci pubblici» alla competenza legislativa esclusiva statale e non più – come nel riparto vigente – alla competenza legislativa concorrente tra Stato e regioni

    Equilibrio dei bilanci (articolo 4). Modificato l'articolo 119, primo e sesto comma, della Costituzione. In particolare, il periodo aggiunto alla fine del primo comma dell'articolo 119 – che nel testo vigente fissa il principio dell'autonomia finanziaria (di entrata e di spesa) delle autonomie territoriali – introduce due nuovi elementi: in primo luogo, condiziona detta autonomia al «rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci»; in secondo luogo, prescrive che le autonomie territoriali concorrano «ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea». Il principio del «pareggio di bilancio» viene così riferito alla singola autonomia territoriale («nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci»), anche se, con il nuovo sesto comma dell'articolo 119, assume rilievo l'equilibrio complessivo dell'aggregato regionale degli enti locali. Il periodo aggiunto alla fine del sesto comma, secondo periodo, dell'articolo 119 – che nel testo vigente consente l'indebitamento delle autonomie territoriali «solo per finanziare spese di investimento» – introduce, infatti, due ulteriori condizioni all'indebitamento delle autonomie territoriali: in primo luogo, richiede «la contestuale definizione di piani di ammortamento»; in secondo luogo, impone che «per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l'equilibrio di bilancio».


    Il contesto di riferimento

    Negli ultimi mesi del 2011, alla luce delle turbolenze finanziarie che hanno investito l’area dell’Euro e dell’acuirsi delle tensioni relative ai debiti sovrani degli Stati membri, è stata più volte richiamata nelle sedi istituzionali l’esigenza di promuovere una riforma volta a introdurre nella Costituzione norme più stringenti al fine di conseguire gli obiettivi di finanza pubblica che discendono dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

    L’avvio di una discussione sulla costituzionalizzazione delle regole europee di bilancio ha preso le mosse anche dalla recente riforma tedesca adottata in tal senso e dalle altre proposte di modifica costituzionale avanzate anche in altri Stati membri dell’Unione. Già nel Documento di economia e finanza 2011, presentato alle Camere dal Governo il 13 aprile 2011, il Governo aveva formulato un preciso impegno ad introdurre nella Costituzione il vincolo della disciplina di bilancio, sottolineando come l’articolo 81 della Costituzione, nella sua attuale formulazione, non abbia impedito una forte crescita del debito pubblico nazionale, che si attesta ormai a circa il 120 per cento del PIL.

    Il progetto di riforma

    Il disegno di legge costituzionale recante l’introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale è stato approvato in prima deliberazione dalla Camera il 30 novembre 2011. Il testo scaturisce dall'unificazione di sei proposte di iniziativa parlamentare e un disegno di legge governativo. Il successivo 15 dicembre il provvedimento è stato approvato in prima deliberazione, senza modificazioni, anche dal Senato e ora, ai sensi dell'art. 138 della Costituzione, per divenire legge esso dovrebbe essere adottato nuovamente, nel medesimo testo, da entrambe le Camere in un intervallo non minore di tre mesi dalla prima deliberazione.

    Per quanto concerne il contenuto dell’articolato, esso introduce nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio, correlandolo a un vincolo di sostenibilità del debito di tutte le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle regole in materia economico-finanziaria derivanti dall’ordinamento europeo.

    Le modifiche proposte, che intervengono novellando gli articoli 81, 97, 117 e 119 della Costituzione, incidono sulla disciplina di bilancio dell’intero aggregato delle pubbliche amministrazioni, compresi pertanto gli enti territoriali (regioni, province, comuni e città metropolitane).

    In particolare, le novelle all’art. 81 della Costituzione, che detta regole sulla finanza pubblica e sulla formazione del bilancio, sanciscono il principio del "pareggio di bilancio", in base al quale lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle diverse fasi - avverse o favorevoli - del ciclo economico.

    Si prevede tuttavia una eventuale deroga alla regola generale del pareggio, stabilendo che possa consentirsi il ricorso all’indebitamento solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e al verificarsi di eventi eccezionali, che possono consistere in gravi recessioni economiche; crisi finanziarie e gravi calamità naturali. Per circoscrivere e rendere effettivamente straordinario il ricorso a tale deroga, si dispone che il ricorso all'indebitamento connesso ad eventi eccezionali sia autorizzato con deliberazioni conformi delle due Camere sulla base di una procedura aggravata, che prevede un voto a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti.

    Vengono poi confermate le disposizioni già presenti nel vigente articolo 81 concernenti il principio della copertura finanziaria delle leggi - in base al quale ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri finanziari deve provvedere ai mezzi per farvi fronte - nonché quelle che stabiliscono la competenza delle Camere ad approvare ogni anno con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo e prevedono l’autorizzazione con legge, per periodi non superiori a quattro mesi, all'esercizio provvisorio del bilancio, nel caso in cui questo non risulti approvato entro la fine dell’esercizio finanziario.

    Il contenuto della legge di bilancio ed i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni vengono demandati ad una apposita legge, che dovrà essere approvata ( entro il termine del 28 febbraio 2013) a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. I principi di questa sorta di “legge quadro di contabilità”, sono definiti con legge costituzionale.

    L' obbligo del rispetto del principio del pareggio dei bilancio e della sostenibilità del debito pubblico viene, inoltre, esteso, con apposita novella all'articolo 97 della Costituzione, a tutte le amministrazioni pubbliche

    Per quanto concerne la disciplina di bilancio degli enti territoriali, viene modificato l'articolo 119 della Costituzione, al fine di specificare che l'autonomia finanziaria di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, è assicurata nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci; viene inoltre costituzionalizzato il principio del concorso di tali enti all’adempimento dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea. Per gli enti medesimi, infine, viene precisato che il ricorso all'indebitamento - che la disciplina vigente consente esclusivamente per finanziare spese di investimento - è subordinato alla contestuale definizione di piani di ammortamento e alla condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio.

    Ulteriori disposizioni del testo della proposta di legge costituzionale dettano i principi cui dovrà attenersi la suddetta "legge quadro di contabilità" oggetto di approvazione a maggioranza qualificata, la quale dovra disciplinare tra l'altro, l'istituzione presso le Camere, nel rispetto della relativa autonomia costituzionale, di un organismo indipendente al quale dovranno essere attribuiti compiti di analisi e verifica degli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio. Si prevede, infine, che alle Camere sia affidata la funzione di controllo sulla finanza pubblica - con particolare riferimento all'equilibrio tra entrate e spese, nonché alla qualità e all’efficacia della spesa delle pubbliche amministrazioni - da esercitare secondo modalità da definire con i rispettivi regolamenti.

    Le nuove disposizioni costituzionali troveranno applicazione a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014.

    Dossier pubblicati

    Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale - A.C. 4620 e abb. - Schede di lettura (04/10/2011)
    Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale - Testo a fronte tra gli articoli 23, 53, 81, 117, 119, 120 e 123 della Costituzione e i progetti di legge AA.C. 4620, 4205, 4525, 4526, 4594, 4596, 4607 e 4646 (07/10/2011)
    Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale - A.C. 4620 e abb. - Raccolta di dottrina (07/10/2011)
    Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale - A.C. 4620 e abb. - Testo a fronte tra i disegni di legge di riforma costituzionale italiana e francese e le riforme costituzionali tedesca e spagnola (04/11/2011)
    Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale - A.C. 4620-A - Elementi per l'esame in Assemblea (23/11/2011)
    Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale - A.C. 4205-B e abb. - Elementi per l'istruttoria legislativa (20/02/2012)

    FONTI 1 2

    LA SPAGNA SI RIBELLA ALLA DITTATURA UE:RAJOY DICE NO AL TETTO DEL DEFICIT IMPOSTO DA BRUXELLES

    martedì 6 marzo 2012

    La ribellione spagnola e' gia' cominciata e lo ha fatto prima e con piu' intensita' del previsto. Come molti avranno gia' notato il premier Mariano Rajoy ha fatto sapere che non rispettera' il tetto del deficit di bilancio del 4,4% quest'anno.
    Rifiutandosi di inchinarsi al diktat imposto in materia di austerita' dalle autorita' europee (Commissione Europea) e del Consiglio Europeo (ormai dirottato dalla coppia Merkel-Sarkozy), il leader conservatore ha preso una "decisione sovrana".

    Ha annunciato l'intenzione di ignorare il target sul rapporto tra deficit e Pil e di imporre invece il proprio: 5,8% (in calo dall'8,5% del 2011). In venti anni di affari Ue, non si e' mai visto un atto cosi' forte e apertamente "indipendente" da parte di uno stato appartenente alla comunita'. Di solito i paesi minacciano di oltrepassare la linea di demarcazione, ma non osano farlo veramente.

    D'altronde contesti straordinari richiedono misure ed eventi straordinari. E la congiuntura nella quale versa l'Eurozona, afflitta dalla crisi del debito sovrano - e dalla possibilita' che per la prima volta dalla nascita della moneta unica, nel 1999, un paese si veda costretto a uscire dall'area - si puo' definire senza dubbio straordinaria.

    Rajoy si e' ribellato alle regole dettate da Bruxelles a margine del summit Ue, senza nemmeno prima notificare la commissione o gli altri leader omologhi Ue. Ha approfittato della situazione: l'economia si contrarra' dell'1,7% quest'anno e la disoccupazione raggiungere quota 24% della popolazione. Se a queste cifre si dovessero affiancare misure di austerita' maniacali sarebbe un piano indifendibile.

    Almeno in questo modo la democrazia ha dimostrato di non potersi sacrificare e sopratutto di non poter sacrificare i propri cittadini in nome di ideologie reazionarie predeterminate. "Ya basta".

    Le ultime dichiarazioni dell'editorialista del quotidiano Republica Pablo Sebastián dicono tutto e non lasciano spazio alle interpretazioni soggettive: "La Spagna non e' un vecchio paese che permettera' di essere umiliato dal Cancelliere tedesco".

    FONTE

    DEPUTATO GRECO ACCUSA:GERMANIA E FRANCIA SULLE ORME DI HITLER.HANNO CREATO UN MUNICH 2°

    mercoledì 8 febbraio 2012

    PER CHI NON LO SAPESSE A MONACO SI TENNE UNA CONFERENZA A 4 TRA GERMANIA,FRANCIA,ITALIA ED INGHILTERRA NEL 1938 DURANTE LA QUALE SI OBBLIGO' LA CECOSLOVACCHIA A CEDERE LA REGIONE ABITATA DAI SUDETI,POPOLO DI LINGUA TEDESCA.IERI LA CECOSLOVACCHIA OGGI LA GRECIA.IERI LA MANO DELLA GERMANIA HITLERIANA SULL'EUROPA,OGGI QUELLA DELLA TEDESCA MERKEL.CAMBIANO I TEMPI MA NON CESSANO LE ANALOGIE..

    Per fortuna c'è qualcuno nel governo greco che ha ancora gli attributi per dire le cose come stanno.Yorgos Karatzaferis, líder dell'estrema destra e del terzo partito della coalizione di governo ha criticato duramente la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolàs Sarcozy accusandoli di aver creato un "Munich 2" facendo riferimento alla celebre conferenza del 1938 durante la quale Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia firmano il Trattato di Monaco, che obbliga la Cecoslovacchia a cedere alla Germania Nazista i Sudeti, incluse le sue principali posizioni militari difensive.
    Sembra davvero di rivivere quei giorni..Tant'è che Karatzaferis attacca così:
    La Grecia deve far fronte a una compagna di umiliazione e questo governo è obbligato a tenerne conto.Non appoggerò mai un accordo che contraddica la Costituzione greco ed esigo che il Parlamento si pronunci sul fatto se le richieste imposte dall'Ue alla Grecia siano conformi ai trattati europei.
    Su quest'ultimo punto rispondo subito.Caro Karatzaferis putroppo sì sono conformi ai trattati europei ma non alla tua costituzione nè a quella italiana.La costituzione nasce per difendere i diritti umani e quelli basici di ogni individuo.I Tratti europei li calpestano..

    Ma Karatzaferis non è solo.Anche un altro deputato dimostra di avere gli attributi quando dichiara che non voterà mai a favore delle misure imposte dalla Troika."Preferisco la povertà alla schiavitù".ha dichiarato il deputato del Pasok, Jristos Magkuris.D'accordo con te Jristos!

    Intanto ieri lo sciopero di ieri è stato un successone:ha scioperato l'80% dei lavori privati e il 90% di quelli pubblici.Almeno 20.000 persone hanno manifestato per le strade di Atene al grido: "Fuori la Troika dalla Grecia!"

    Fuori la Troika dalla Grecia e che non si avvicini mai all'Italia!Anche se quest'ultimo scenario è poco probabile..Noi e gli spagnoli saremo i prossimi a meno che tu caro lettore di Free Italy e noi italiani tutti riusciamo a svegliare tutti gli italiani prima che sia troppo tardi.

    Fonte: http://politica.elpais.com/politica/2012/02/07/actualidad/1328651305_691924.html
    Traduzione: www.free-italy.info

    Free Italy

    GRECIA IL PAESE VICINO ALLA BANCAROTTA:L'EUROPA CHIEDE NUOVI TAGLI A PENSIONI,STIPENDI STATALI E ALLA SPESA PUBBLICA.IL PAESE NEL CAOS

    CRISI GRECA,LA SITUAZIONE SI FA SEMPRE PIU' GRAVE.L'UNIONE EUROPA E IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE CHIEDONO NUOVI SACRIFICI AD UN PAESE GIA' IN GINOCCHIO:BAMBINI DENUTRITI E SUICIDI A RAFFICA.NONOSTANTE QUESTO IL DIKTAT E' SEMPRE LO STESSO:SE VOLETE NUOVI FINANZIAMENTI DOVETE TAGLIARE SPESA PUBBLICA,STIPENDI E PENSIONI.L'ACCORDO TRA FMI,UE E GOVERNO GRECO NON E' STATO ANCORA RAGGIUNTO.OGGI POTREBBE ESSERE LA GIORNATA DECISA.VI TERREMO AGGIORNATI.

    di Free Italy
    Il governo greco non è riuscito a chiudere ieri l'accordo che gli impone la Troika,la speciale commissione formata dall'Unione Europea,Bce e Fondo Monetario Internazionale,per continuare a ricevere gli aiuti internazionali.Il tutto a margine di una giornata concitata dove numerosi rumors davano l'accordo come già siglato.Il governo greco ha deciso infatti di posticipare ad oggi la riunione cruciale tra il primo ministro Papademos e i partiti della coalizione governativa-socialdemocratici,conservatori ed estremadestra-che devono decidere il da farsi: accettare le rigide misure imposte dalla Troika o rifiutarle?Questo è quello che si chiedono i giornali tradizionali italiani ed esteri.Personalmente penso che nel momento in cui l'Unione Europea ha messo al timone della Grecia l'ex banchiere Lucas Papademos ha di fatto deciso le sorti del paese ellenico.Mi spiego: Troika e governo greco sono emanazione dello stesso potere,quello della finanza internazionale,quindi al tavolo si siederanno due amici desiderosi di portare a termine il proprio piano.Che sia quello di spellare la Grecia fino all'ultimo centesimo per poi magari farla fallire mi apre ovvio.Penso che la Grecia abbia,purtroppo,ancora qualcosa da dare e quindi le nuove misure di austerità passeranno.
    Come scrive El Pais,infatti,già nella giornata di ieri sembrava essere stato raggiunto l'accordo tra i rappresentanti del governo e quelli della Troika.Tradotto:non è saltato nulla,l'accordo è sempre lì e alla fine verrà firmato nonostante il grande malcontento che vive il popolo greco.Ma cosa chiede ancora la Troika ad un paese e ad un popolo già in ginocchio?Lo vediamo grazie ai dati molti chiari che ci fornisce El Pais.

    ECCO QUALI SONO LE NUOVE MISURE DI AUSTERITY RICHIESTE DALLA TROIKA AL GOVERNO GRECO.




    Ecco le principali richieste che quegli aguzzini usurai della Troika impongono al popolo greco:

    1. Taglio della spesa pubblica pari a 3,3 miliardi di euro.Il governo greco chiede che siano "solo" 2,3 miliardi.
    2. Drastica riduzione di salari e pensioni.La Troika impone il licenziamento di 15.000 dipendenti pubblici su un totale di 750.000.Ovviamente i sindacati sono imbufaliti e minacciano battaglia.
    Ma in cambio di quale grande regalo dovrebbero fare questi sacrifici i greci?La risposta si chiama:130 miliardi di euro.A tanto ammonta il prestito promesso dagli squali della Troika..Peccato che nonostante i 73 miliardi di prestiti la Grecia si trovi ancora nel caos e peccato che nonostante questi finanziamenti la Grecia sia sull'orlo della bancarotta.Ma cavolo bisogna agire!Infatti si teme che Atene non possa rimborsare i creditori(leggasi i banchieri) a metà marzo..Insomma tradotto spiccio spiccio:noi cittadini comuni paghiamo i debiti dei banchieri loro incassano.Nel frattempo ci impoveriamo ma continuiamo a pagare e a pagare..
    La Grecia ha tempo fino al 20 marzo quando dovrebbe rimborsare,scrive El Pais,ben 14,4 miliardi di euro.Insomma c'è tempo per massacrare i poveri fratelli ellenici.Ma Francia e Germania non contente si lamentano pure e criticano il popolo greco.Il popolo non il governo.Ecco il messaggio ignobile rivolto ai greci da Sarkozy e dalla Merkel

    I nostri amici greci devono assumersi le loro responsabilità votando le riforme su cui si sono impegnati"(Sarkozy)

    I greci devono prendersi le loro responsabilità votando le riforme su cui si sono impegnati(Merkel)
    Per fortuna c'è qualcuno nel governo greco che ha ancora gli attributi per dire le cose come stanno.Yorgos Karatzaferis, líder dell'estrema destra e del terzo partito della coalizione di governo ha criticato duramente la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolàs Sarcozy accusandoli di aver creato un "Munich 2" facendo riferimento alla celebre conferenza del 1938 durante la quale Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia firmano il Trattato di Monaco, che obbliga la Cecoslovacchia a cedere alla Germania Nazista i Sudeti, incluse le sue principali posizioni militari difensive.
    Sembra davvero di rivivere quei giorni..Tant'è che Karatzaferis attacca così:
    La Grecia deve far fronte a una compagna di umiliazione e questo governo è obbligato a tenerne conto.Non appoggerò mai un accordo che contraddica la Costituzione greco ed esigo che il Parlamento si pronunci sul fatto se le richieste imposte dall'Ue alla Grecia siano conformi ai trattati europei.
    Su quest'ultimo punto rispondo subito.Caro Karatzaferis putroppo sì sono conformi ai trattati europei ma non alla tua costituzione nè a quella italiana.La costituzione nasce per difendere i diritti umani e quelli basici di ogni individuo.I Tratti europei li calpestano..

    Ma Karatzaferis non è solo.Anche un altro deputato dimostra di avere gli attributi quando dichiara che non voterà mai a favore delle misure imposte dalla Troika."Preferisco la povertà alla schiavitù".ha dichiarato il deputato del Pasok, Jristos Magkuris.D'accordo con te Jristos!

    Intanto ieri lo sciopero di ieri è stato un successone:ha scioperato l'80% dei lavori privati e il 90% di quelli pubblici.Almeno 20.000 persone hanno manifestato per le strade di Atene al grido: "Fuori la Troika dalla Grecia!"

    Fuori la Troika dalla Grecia e che non si avvicini mai all'Italia!Anche se quest'ultimo scenario è poco probabile..Noi e gli spagnoli saremo i prossimi a meno che tu caro lettore di Free Italy e noi italiani tutti riusciamo a svegliare tutti gli italiani prima che sia troppo tardi.

    Fonte: http://politica.elpais.com/politica/2012/02/07/actualidad/1328651305_691924.html
    Traduzione: www.free-italy.info

    Free Italy

    PAOLO BARNARD SPIEGA IL FISCAL COMPACT:ECCO COME LO STATO VIENE AUTORIZZATO A IMPOVERIRCI..

    martedì 7 febbraio 2012

    FISCAL COMPACT,L'ULTIMO MOSTRO PARTORITO DAI BUROCRATI DI BRUXELLES SPIEGATO DA PAOLO BARNARD.COL SUO STILE DIRETTO E SINTETICO IL GIORNALISTA CI RACCONTA LA MADRE DI TUTTE LE SVENTURE.COL FISCAL ACT NON SOLO VIENE IMPOSTO IL PAREGGIO DI BILANCIO NELLA COSTITUZIONE,MA SI OBBLIGA LO STATO A SPENDERE QUANTO INCASSA O ANCHE MENO:CI DARA' 100 E CI TOGLIERA' 100 O 150.LA COSA CI IMPOVERIRA' PROGRESSIVAMENTE..E DIRE CHE GIA' NEL 2010 SU UN ALTRO SITO AVEVO SCRITTO DEL PIANO DEL BILDERBERG DI IMPOVERIRE I POPOLI EUROPEI:ECCO SI STA AVVERANDO E TU ANCORA NON LO SAI E SE LO SAI COSA STAI FACENDO PER CAMBIARE LA SITUAZIONE?
    di Paolo Barnard
    La parte tecnica, e agghiacciante, più sotto. Fra l'altro, io l'avevo già tutta anticipata in precedenti articoli avvisandovi, ora è legge europea ed italiana. Ma prima un commento.

    Questo non è più un Colpo di Stato Finanziario. Questa è la ‘Coventry-zzazione’ dell’Italia a firma Mario Monti, e con un esecutore materiale: il medesimo Paese che nella notte del 14 novembre 1940 rase al suolo la cittadina inglese con una violenza mai impiegata prima nella storia bellica. Una violenza da cui nacque il temine ‘Coventry-zzazione’.

    Leggendo le pagine del Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union, comunemente conosciuto come Fiscal Compact firmato il 31 gennaio dai capi di Stato e di governo della zona Euro, ho compreso che qui non stiamo più parlando di un golpe per controllare gli Stati sovrani d’Europa, ma proprio di un bombardamento a tappeto che non lascerà che cenere di tutto ciò che conoscevamo come democrazia, redditi e Stato di diritto in Italia. Ed è per me sbalorditivo che un Santoro, o un Ferruccio De Bortoli, o una Camusso possano aver letto quelle righe senza inorridire (perché le hanno lette, vero? è il loro mestiere, no?). Che il parlamento italiano le possa aver lette senza esplodere in una ribellione addirittura violenta, barricandosi alla Camera e al Senato (perché le hanno lette, vero? è il loro mestiere, no?). Ma tant’è. Offro qui un tributo al genio dell’accademico americano Edward Herman, che ha coniato quella che è forse la più cruciale definizione mai data della nostra epoca, un’epoca “dove hanno reso plausibile l’inimmaginabile”, e dove la gente lo ha accettato.

    Sono 11 pagine, questo Fiscal Compact. Entrerà in vigore il 1 Gennaio del 2013. Negli 11 mesi che rimangono non nascerà alcuna rivolta. Gli italiani, e soprattutto gli italiani di Gad Lerner, di Fazio (sia Fabio che Lorenzo), di Saviano, di Travaglio, di Grillo, di Bersani, di Vendola, della CGIL-Fiom, del popolo viola ecc. sono troppo stupidi, incorreggibili e meschini per capire. E sono una massa enorme che potrebbe invece agire. Ergo, siamo finiti, perché gli altri italiani, quelli di Sky e degli Outlet, non contano come forza civica, mai sono contati, si lamentano ma se ne fregano. Questa è la realtà. Il 24-25- 26 Febbraio a Rimini un gruppo microscopico di italiani si informerà su cosa si può fare per salvare i redditi, i diritti e l’Italia da questa catastrofe, e, fra questi, un gruppo ancor più microscopico forse porterà avanti una battaglia in futuro (http://www.democraziammt.info/). Come dire: ci sarà il Diluvio Universale e quattro gatti in Italia sapranno costruire una barca. Dai, fa ridere. Ok, ecco Coventry:

    COSA DICE IL FISCAL COMPACT (tradotto e semplificato da Paolo Barnard).

    - uno Stato che dà ai propri cittadini e alle proprie aziende più denaro di quanto gliene tolga in tasse, cioè che spenda a deficit di bilancio, sarà illegale e anti costituzionale. Dovrà come minimo fare il pareggio di bilancio (cioè darci 100 e toglierci subito dopo 100), ma meglio ancora se farà il surplus di bilancio (ci darà 100 e ci toglierà 150), cioè dovrà impoverirci, matematicamente. Questa regola dovrà essere inserita nella Costituzioni degli Stati firmatari, o in leggi egualmente vincolanti. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 3/1 a) - 3/2.

    - Se uno Stato non iscrive nella Costituzione o in leggi egualmente vincolanti l’obbligo di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, verrà giudicato dalla Corte Europea di Giustizia, che ha potere di sentenze sovranazionali, cioè vincolanti per tutti gli Stati aderenti. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 2.

    - uno Stato che volesse ignorare questo scempio verrà messo sotto accusa automaticamente (excessive deficit procedure), e automaticamente dovrà correggersi presentando un piano dettagliato di correzioni, che sono le famigerate austerità che ben conosciamo. Le correzioni saranno dettate dalla Commissione Europea di tecnocrati non eletti (che, come ampiamente dimostrato, rispondono alle lobby finanziarie di Bruxelles, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 3/1 e) - 3/2.

    - se lo Stato sotto accusa non si corregge, e cioè se si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, la Commissione Europea lo denuncerà agli altri Stati, che lo denunceranno alla Corte Europea di Giustizia, che ha potere di sentenze sovranazionali, cioè vincolanti per tutti gli Stati aderenti. Se questa Corte condannerà lo Stato recalcitrante, e se quest’ultimo comunque si rifiuterà di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, la Corte potrà condannare lo Stato disubbidiente a una multa che per l’Italia sarebbe di 2 miliardi di Euro. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 5/1 a) – art. 8/1 – 8/2.

    - il potere di denunciare alla Corte Europea di Giustizia uno Stato che si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, e quindi di sottoporlo al processo ulteriore della Corte per le punizioni monetarie finali, è riservato anche a un solo singolo Stato della zona Euro, e anche se la Commissione Europea non ha dato alcun parere negativo conto lo Stato sotto accusa. (diritto quindi del tutto arbitrario che sarà esercitato senza pietà dalla Germania, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 8/1 – 8/2.

    - il risultato della condanna da parte della Corte Europea di Giustizia di uno Stato che si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, non sarà solo una pesantissima multa di miliardi di Euro, ma si traduce anche in una “costrizione” assoluta per questo Stato di correggere il bilancio verso il pareggio o il surplus. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 3.

    - quando scatta la procedura di denuncia di uno Stato che si rifiuta di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il pareggio di bilancio o il surplus di bilancio, gli altri Stati della zona Euro si prendono l’impegno di sostenere quella denuncia. Potranno rifiutarsi solo se troveranno un sostegno da parte di una maggioranza qualificata dei medesimi Stati. Cioè, per contrastare l’azione punitiva e arbitraria anche di un solo Stato (es. la Germania, nda) tutti gli altri dovranno trovare una maggioranza (impossibile, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 7.

    - dalla firma di questo Fiscal Compact in poi, uno Stato della zona Euro dovrà chiedere approvazione alla Commissione Europea e al Consiglio Europeo prima di emettere i propri titoli di Stato. Anche qui la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è cancellata. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 6.

    - all’unico organo europeo legittimamente eletto dai cittadini, cioè il Parlamento Europeo, è riservato questo: il suo presidente “potrebbe” essere invitato ad ascoltare le decisioni dei tecnocrati della Commissione e del Consiglio. Basta. Ai parlamenti nazionali (ex sovrani, nda) e al Parlamento Europeo è concesso di formare una conferenza di rappresentanti che potranno “discutere” (non bocciare, nda) le decisioni prese dai tecnocrati. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO V art. 12/5 – art. 13.

    - il Fiscal Compact richiede a tutti gli Stati della zona Euro di promettere sostegno e fedeltà alla Moneta Euro e all’unione economica, al fine di promuovere “crescita, impiego e competitività” (cioè come dire: sostenere un’alluvione per promuovere l’agricoltura, nda). Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO I art. 1/1.

    - se uno Stato dovesse aver bisogno si sostegno finanziario europeo attraverso un salvataggio da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità, non avrà un singolo Euro se prima non avrà firmato il Fiscal Compact e non lo avrà obbedito in toto. (la Grecia dovrà quindi farlo e comunque morirà sotto tortura, i prossimi siamo noi, nda) Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 4.

    - in ultimo, il Fiscal Compact impone il rispetto a tutti gli Stati firmatari dell'Europact. Adottato dai capi di governo dell’Eurozona il 24 marzo 2011, stabilisce che la competitività sia giudicata solo in rapporto al contenimento degli stipendi e all’aumento della produttività; che gli stipendi pubblici debbano essere tenuti sotto controllo per non danneggiare la competitività; che la sostenibilità del debito nazionale sia giudicata a seconda della presunta generosità di spesa nella Sanità, Stato Sociale, e ammortizzatori sociali; che le pensioni e gli esborsi sociali devono essere riformati “allineando il sistema pensionistico alla situazione demografica nazionale, per esempio allineando l’età pensionistica con l’aspettativa di vita”. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 4.

    Conclusione.

    L’Italia perde tutta la sua sovranità di spesa per i cittadini (che andava a favore di tutti i servizi essenziali, delle tutele sociali, di tutta la nostra economia salariale, degli sgravi ecc.) e la sua sovranità di spesa per le aziende (cha andava a favore di modernizzazione, infrastrutture, acquisti diretti, sgravi ecc.). E sarà costretta al meglio a darci 100 e toglierci 100, cioè a lasciarci a zero di ricchezza netta. Di conseguenza: Il Fiscal Compact impone per legge sovranazionale l’impoverimento sistematico e automatico da parte dello Stato dell’Italia produttiva e delle nostre famiglie. In tal modo lo Stato perde totalmente la sua funzione democratica primaria. Il parlamento italiano non conta più nulla in questo, è di fatto esautorato. Non controlleremo più in nostri titoli di Stato, altra sciabolata alla nostra sovranità. Siamo alla mercé delle punizioni inflitte da tecnocrati non eletti da noi, e del giudizio devastante della Germania, che com’è noto ed ampiamente provato, lavora da 40 anni per distruggere le economie dell’Europa del sud, dell’Italia in particolare (si legga Il Più Grande Crimine 2011). Saremo costretti ad austerità continue imposte dalla Commissione Europea che nessun italiano elegge. Questo significa povertà imposta su altra povertà, e solo per gli interessi Neomercantili di Berlino e di pochi speculatori internazionali. Infine, questo crimine contro un intero popolo e nazione è stato firmato da Mario Monti, che dovrebbe essere arrestato per alto tradimento. Ma c’è di peggio.

    Gli italiani stanno concedendo un’abbondante maggioranza di gradimenti al governo Monti. I media difendono l’Euro come sacro, e neppure quelli ‘liberi’, da Santoro al Fatto di Travaglio, permetteranno mai a questi fatti documentati, e salva vita, di essere esposti. Tutta la componente maggioritaria dei cittadini ‘impegnati’ crede di aver salvato l’Italia dal terribile pericolo democratico numero uno della nostra storia: Silvio Berlusconi. Il resto degli italiani non sa, non se ne cura.

    C’è una profonda giustizia nel fatto che il Vero Potere ci pisci in testa. E ci condanni alla disperazione. Ce lo meritiamo.

    p.s. piange il cuore per quei pochissimi che non se lo meritano, http://www.democraziammt.info/.

    UE,IL FONDO SALVA STATI E' REALTA':I PAESI HANNO FIRMATO IERI IL TRATTATO CHE ISTITUISCE DI FATTO IL MES!

    venerdì 3 febbraio 2012

    MECCANISMO DI STABILITA' EUROPEA,ESM,MES,O FONDO SALVA STATI.CHIAMATELO COME VI PARE.DI FATTO E'L'ULTIMO MOSTRO PARTORITO DAI BUROCRATI DI BRUXELLES E' STATO RATIFICATO IERI DAGLI STATI EUROPEI.LA SUA CAPACITA' SARA' DI 500 MILIARDI D'EURO.L'ITALIA DOVRA' VERSARNE 125,QUELLI CHE MONTI HA SAGGIAMENTE RAGGRANELLATO CON LE SUE MANOVRE...UN ALTRO PEZZO DI SOVRANITA' CHE SE NE VA CARI LETTORI DI FREE ITALY!



    di Free Italy
    Non sono un mago,ma avevo previsto tutto.Perchè cari,lettori di Free Italy,il copione dei banchieri è così sfacciatamente chiaro che solo un cieco potrebbe non conoscerlo.Fiscal Compact-Meccanismo di Stabilità Europeo-Acta rappresentano la trinità del male assoluto,il peggior tumore di ogni democrazia moltiplicato per tre!Ed ecco quindi che il primo colpo i burocrati di Bruxell l'hanno battuto.E ancora una volta il loro colpo è andato a segno.A nostro discapito ovviamente..
    Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha infatti ufficializzato ieri la firma del Trattato istitutivo del fondo salva-stati permanente Esm,noto anche come Mes o Meccanismo Europeo di stabilità. Il fondo, si precisa in una nota, avrà una capacità di 500 miliardi di euro, grazie a un capitale da 700 miliardi sottoscritto dai Paesi dell'Eurozona. L'adeguatezza di Esfs e Esm, si spiega, sarà rivista il primo marzo al prossimo vertice dei capi di Stato e di governo Ue.Erano probabilmente troppo democratici per il gusto dei burocrati di Bruxell probabilmente...
    Van Rompuy ha quindi precisato che il fondo sarà un'istituzione finanziaria internazionale con base in Lussemburgo. Nel testo del trattato si specifica che lo stock di capitale autorizzato ammonta a 700 miliardi, suddiviso in sette milioni di quote da 100.000 euro, che il valore nominale aggregato totale iniziale delle quote versate ammonta a 80 miliardi e che "il consiglio dei governatori può chiedere in qualsiasi momento" il versamento del capitale autorizzato non versato (pari a 620 miliardi).

    E' evidente che abbiano fretta e che c'è una svolta nel loro piano.Il 2012 è l'anno del blocco del risveglio globale della popolazione ma soprattutto dei sacrifici..E questo ne rappresenta il primo ma credetemi forse è il più duro e lo capiremo più avanti.Per i più distratti faccio un riepilogo della situazione: vediamo cos'è il Mes e cosa comporta questo mostro partorito dai burocrati di Bruxelles eppoi mi soffermo su quei 125 miliardi delle manovre montiane che caso strano corrispondo alla nostra quota parte che dovremmo versare per il Mes..Ma ovvio è un caso,come è un caso tutto ciò che avviene in questi anni!!

    Free Italy

    Fonti 1 2

    UE,ARRIVA IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA':ORA L'UE POTRA' SVUOTARE LE CASSE DEGLI STATI QUANDO E COME VORRA'.
    Un nuovo trattato trattato europeo, di cui nessuno ha sentito parlare? Ebbene si. E' un trattato che riguarda tutti i paesi dell'eurozona. E non è un caso che nella maggior parte dei paesi interessati non circoli assolutamente alcuna informazione su questo trattato. La ragione è che è molto pericoloso per i cittadini! Non dovreste saperne niente prima che le cose non siano diventate definitive!

    Il trattato istituisce una nuova amministrazione europea, chiamata Meccanismo Europeo di Stabilità (MES): da non confondere con i predecessori, i fondi di soccorso europei MESF e FSFE, di cui si sente molto parlare nei telegiornali in questi giorni !!! Il FSFE è dotato di massimo 440 miliardi attualmente, ossia 1320 euro per euro-cittadino.Il MES sostituirà i due precedenti e avrà la facoltà di svuotare le Casse degli Stati quando e tutte le volte lo vorrà. Il MES non ha limiti. Il Consiglio del MES sarà composto dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno i Governatori. Sono loro che prenderanno le decisioni. I parlamenti nazionali non avranno voce in capitolo sul MES, né sui suoi Governatori che godranno di una totale immunità (come del resto tutti i suoi dipendenti).
    Fino a oggi Bruxelles ha reso pubblico un unico esemplare del trattato... in inglese! (il 96,5%della popolazione dell'eurozona parla altre lingue!).Qui potevate trovare il file pdf che infatti vi consigliavo di salvarvi e leggere.Me ne sono accorto grazie a una segnalazione su Facebook oggi(4/2/2012).La censura come vedete è in atto(vedi screenshot).Non disperate,l'avevo salvato e lo ricarico in formato pdf più in basso.


    ECCO IL PDF DEL MECCANISMO DI STABILITA' EUROPEA,L'ULTIMO MOSTRO PARTORITO DAI BUROCRATI DI BRUXELLES



    IL TRATTATO CHE ISTITUISCE IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA' (ESM)
    E' stato firmato l'11 luglio 2011. Curiosamente nessun giornale francese o internazionale vi ha consacrato il sia pur minimo titolo. Il trattato diventerà definitivo dopo la ratifica dei parlamenti nazionali. Normalmente tali ratifiche sono una semplice formalità ed è poco probabile che i deputati abbiamo già capito che il testo significa la fine del potere supremo del parlamento, quello di decidere il bilancio. E quando le Casse saranno vuote, anche noi dovremo stringerci la cintura sempre di più per salvare l'euro e le banche.
    Bruxelles vuole che i Parlamenti dell'eurozona diano il loro accordo entro il 31 dicembre 2011.


    MES IL NUOVO DITTATORE EUROPEO

    E' questo il futuro dell'Europa? E' questa la nuova UE?Una Europa senza democrazia sovrana ?
    E' questo che volete ?
    Se non lo volete, inviate le petizioni per email ai membri del vostro Parlamento.

    Per la Germania tramite Abgeordnete.de

    Il trattato diventa definitivo quando i parlamenti dei 17 paesi dell'eurozona lo avranno ratificato. Le ratifiche dovranno avvenire entro il 31 dicembre 2011.

    Che aberrazione è mai questa ?
    Questa è stata la mia reazione quando vidi per la prima volta il video. Non è possibile una cosa simile!!! Un'organizzazione che può svuotare le casse degli Stati così? Viviamo in un paese democratico o no? Ho tuttavia fatta la ricerca dei testi ufficiali, è nel Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di Stabilità (MES).

    Ma com'è possibile nel contesto dei trattati dell'Unione europea? E' un ampliamento illegale delle competenze dell'Unione! Cercando ulteriormente, sembrerebbe che siano intervenute tante decisioni discrete, prese rapidamente per rendere «possibile» l’attuazione di questo MES.
    Sono sicuro che se dei politici in Francia volessero creare un club, con la prerogativa di potere svuotare le casse dello Stato quando vuole e quanto vuole, non riuscirebbe a ottenere gli adeguamenti di legge necessari, neanche dopo vent'anni! Ma la burocrazia bruxellese riesce persino ad adeguare i trattati in fretta e furia per effettuare il golpe in diciassette paesi contemporaneamente !!!


    Lo sprint di Bruxell
    Il 17 dicembre 2010 il Consiglio europeo aveva deciso che vi era bisogno di un meccanismo di stabilità permanente per rilevare i compiti del Meccanismo europeo di Stabilità finanziaria (MESF) e della Facilità di Stabilità Finanziaria europea (FSFE). Sono più noti in inglese come European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM) e European Financial Stability Facility (EFSF). Sono due organismi costituiti tempestivamente, rispettivamente a maggio e a giugno del 2010 per erogare prestiti ai paesi troppo indebitati. Tuttavia per questi organismi mancava una base legale.

    Si noti che queste due organizzazioni erano concepite esplicitamente per interventi finanziari ma l'emendamento nel Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea per istituire il MES consente anche d'istituire altri organismi in qualsiasi altro settore.
    L'emendamento giunge il 25 marzo 2011. Per evitare di dovere organizzare nuovamente dei referendum in Europa, si riferiscono all'articolo 48,6 del Trattato dell'Unione europea, che consente al Consiglio europeo di decidere le modifiche negli articoli del trattato purché non comportino un ampliamento delle competenze dell'Unione. (Queste decisioni devono ciononostante essere ratificate dai parlamenti nazionali, con quella che è normalmente non di più di una semplice formalità.) L'emendamento consisteva nell'aggiunta apparentemente innocente a un paragrafo dell'articolo 136. In breve l'aggiunta stipula che «i paesi dell’UE che utilizzano l'euro sono autorizzati a istituire un meccanismo di stabilità per salvaguardare la stabilità dell'eurozona nel suo insieme». Qua non si tratta quindi più esplicitamente di stabilità finanziaria, ma anche di repressione degli scontri, di sorveglianza dei cittadini vivaci o di lotta contro qualsiasi elemento destabilizzante per l'eurozona, che potrà ai sensi dell'emendamento essere deferito di fronte ai nuovi enti europei.

    In altre parole l'emendamento costituisce sicuramente un ampliamento delle competenze dell'UE. E' quindi contrario all'articolo 48.6 del Trattato dell'Unione europea. Ciononostante nessun ministro e nessun parlamento nazionale ha fatto un cenno a Bruxelles dove continuano tranquillamente e rapidamente a redigere il trattato del MES.

    Il 20 giugno 2011 i parlamenti nazionali autorizzavano che i compiti del trattato del MES sarebbero effettuati dall'UE e dalla Banca centrale europea.

    L'11 luglio 2011 il trattato era firmato. Benché la firma fosse annunciata quel giorno dall'apertura di una conferenza stampa cui assistevano decine di giornalisti, il giorno dopo non si è potuto trovare nessun titolo sulla firma di questo nuovo trattato europeo né sui giornali francese né sui giornali stranieri. Era forse perché Juncker l'aveva annunciato in francese... prima di continuare la conferenza stampa in inglese?

    Attualmente il trattato è in attesa di ratifica da parte dei parlamenti nazionali: la ratifica deve avvenire tra qui e il 31 dicembre 2011.

    Il trattato non è ancora entrato in vigore che già si tratta della necessità di aumentarne il capitale da 700 miliardi (2100 euro per cittadini dell'eurozona) a 1500 o a 2000 miliardi e cioè tra due a tre volte tanto.Secondo il testo del trattato dovrebbe entrare in vigore a giugno 2013 ma adesso vogliono farlo per il 2012.
    Logicamente chiederanno ai parlamenti che accelerino sui tempi di ratifica del trattato. In Germania il soggetto è dibattuto già. Apparentemente è necessaria un’accelerazione poiché un numero di tedeschi sempre maggiore si sta svegliando!
    Se vogliamo impiegare l’ultimo cavallo democratico per impedire l’avvento di questa dittatura, dobbiamo rapidamente risvegliare il maggior numero di cittadini e inviare il maggior numero di lettere e di mail di protesta ai deputati, ai politici e ai partiti politici (vedi lista di indirizzo sotto). Aspettare che alter persone lo facciano è un atteggiamento catastrofico allo stato attuale delle cose.

    Se avete contatti all’estero, inviate loro le informazioni: nella maggior parte dei paesi dell’euro si sa poco o niente al riguardo.

    Non appena si siede al trono un dittatore, lo si scaccia non prima di 30 anni e non vogliamo imporre questo ai nostri figli, vero?

    FONTE

    IL VERO OBIETTIVO DI MONTI E' TROVARE I 125 MILIARDI DA STANZIARE PER IL MES!

    Le tasse imposte da Mario Monti agli italiani servono davvero per scongiurare il fallimento? Per evitare il default, come ci hanno detto e ripetuto? NO! SERVONO PER CORRISPONDERE LA CIFRA DI 125.395.900.000€ al nuovo organo sovranazionale europeo, creato per gestire la "crisi del debito sovrano" degli stati dell'Unione. La notizia - ignorata da tutti i mass media - è come vedremo, riportata nero su bianco sul testo del trattato. Ma procediamo per gradi.

    Per convincere gli italiani che "è necessario fare dei sacrifici" e che "dobbiamo aumentare le tasse", i politici e i loro fedeli mass media asserviti hanno fatto e detto di tutto. Questo scampolo di governo Monti è stato caratterizzato da numerosi "colpi di scena", che hanno offerto molti argomenti di discussione ai "professionisti della distrazione di massa", che hanno imbastito salotti su salotti per discorrere della manovra e della sua iniquità. Tra l'altro, sono stati prospettati agli italiani interventi addirittura peggiori di quelli assunti, in modo da offrire maggiore spunti su cui dibattere, iniziando e chiudendo ogni discussione con le "paroline magiche" descritte sopra: "è necessario fare dei sacrifici" e "dobbiamo aumentare le tasse".


    Siccome come ben sappiamo, per renderle "più digeribili" i governanti sono soliti "dilazionare" le stangate (E' come se ti chiedono 100€ subito, oppure 20€ oggi, 20€ tra tre giorni, altri 20€ tra una settimana, etc fino a raggiungere 100€: il risultato non cambia, ma viene percepito in modo meno "traumatico") il lavoro lo aveva iniziato Tremonti, con 2 "manovrine" a breve distanza l'una dall'altra, di cui una da ben 50 miliardi, e lo sta finendo Monti: che ha esordito con una finanziaria che hanno dichiarato valere 25 miliardi, ma che in realtà ne vale circa 60-65 miliardi, come hanno rilevato "CGIA di Mestre" e "ConfArtigianato". Infine, ce ne sarà un'altra: che secondo le indiscrezioni, potrebbe valere altri 40 miliardi: Tremonti - che è riapparso criticando le troppe tasse, e invocando tagli - lo ha, in qualche modo annunciato, anche se Passera ha smentito. In realtà l'ex ministro, senza (ovviamente) rivelare i veri motivi per il quale ci metteranno ulteriormente le mani in tasca, ha semplicemente predetto il futuro: possiamo scommetterci. Se non lo fanno subito, è solo per non esasperare eccessivamente gli animi. Ci daranno giusto il tempo di "sbollire", di farci passare il "bruciore", e torneranno alla carica: magari accompagnando la nuova manovra da una nuova tranche di "terrorismo mediatico", seminando paura e incertezza tra i cittadini, come hanno fatto poco più di un mese fa con "l'allarme spread".

    PER CAPIRE QUALI SONO I VERI MOTIVI DELL'AVVENTO DI MONTI, CHE SONO BEN DIVERSI DA QUELLI DICHIARATI, BASTA OSSERVARE COME SARANNO IMPIEGATI I SOLDI RICAVATI DALLE MANOVRE FINANZIARIE CHE E' VENUTO A IMPORCI, RICHIESTE A GRAN VOCE DAGLI ORGANI SOVRANAZIONALI EUROPEI (la famosa lettera della BCE) COMPRESI I 50 MILIARDI DI EURO RICAVATI DALLA FINANZIARIA DI TREMONTI.

    16 miliardi di Euro verranno impiegati per acquistare 131 cacciabombardieri F35, la cifra corrisponde al gettito generato dalla reintroduzione dell'ICI (ora IMU, che vale 11 miliardi di euro all'anno) e l'aumento delle accise sui carburanti, che hanno portato la benzina verde oltre quota 1,71€ (gettito annuo 4,8 mld). Iscriviti alla pagina "Fermiamo l'acquisto dei Jet F35 da 16 miliardi".

    SE LA CIFRA NECESSARIA PER L'ACQUISTO DEI JET VI SEMBRA ALTA, REGGETEVI FORTE:

    125.395.900.000€ saranno versati nelle casse del "MES" - "Meccanismo Europeo di Stabilità", come espressamente indicato nel trattato che istituisce questo nuovo organo sovranazionale, la cui approvazione è prevista entro la fine dell'anno dal parlamento europeo. Il MES, su cui i mass media non hanno proferito parola, avrà il compito di affrontare "la crisi dei debiti sovrani" e disporrà di una liquidità iniziale di 700 miliardi di Euro. La quota iniziale di partecipazione stabilita per l'Italia, come potete osservare nell'immagine estratta dal trattato pubblicata di seguito è di 125 miliardi di Euro.
    Questa è la penultima pagina del trattato che istituisce il MES,
    che sarà ratificato entro la fine dell'anno, per divenire operativo
    poco dopo. Il trattato lo potete scaricare qui


    La fonte è il trattato ufficiale, che delibera la costituzione del MES, che potete scaricare qui. E' stato diffuso esclusivamente in lingua inglese, nonostante il 96,5% della popolazione dell'area euro parli altre lingue.

    Monti solo pochi giorni fa ha annunciato che affretterà i tempi per l'approvazione dell'adesione al MES: infatti il Meccanismo Europeo di Stabilità entrerà in vigore solo dopo che tutti i parlamenti dell'Unione lo avranno ratificato nel proprio parlamento nazionale, una vera e propria formalità, visto che i mass media europei non ne parlano. Una vera e propria CENSURA DI LIVELLO EUROPEO, nonostante il trattato che regola il MES, e i molti punti oscuri che lo caratterizzano, siano a disposizione di tutti, sul sito del "Consiglio dell'Unione Europea, http://consilium.europa.eu (clicca qui per il trattato del MES in formato PDF).

    Risulta fin troppo evidente come l'avvento di Monti sia dovuto alla "necessità" di imporre agli italiani l'adesione al MES, ed in particolare per assumere i provvedimenti necessari per trovare i soldi da destinare alla sottoscrizione fondo, la cui quota italiana ammonta ad OLTRE 125 MILIARDI DI EURO, cifra che - conti alla mano - corrisponde all'insieme delle ultime manovre finanziarie. Di tutto questo, la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ed europei, non sanno niente.

    La costituzione di questo organismo è stata nascosta in modo a dir poco scandaloso, così come la partecipazione dell'Italia e sopratutto, la quota di adesione, che è scritta nero su bianco nel trattato. Di seguito vi riportiamo un video che abbiamo più volte proposto sulla nostra pagina Facebook, che illustra alcuni "punti oscuri" del Meccanismo Europeo di Stabilità.


    Si tratta di una strategia ben consolidata, studiata a tavolino, come dimostra il seguente video, risalente a Febbraio, dove Monti spiega, in pratica, che "politici e cittadini europei per accettare di cedere la propria sovranità nazionale all'Europa hanno bisogno di una crisi grave e conclamata": praticamente ciò che è accaduto in Italia.



    il video è stato montato estraendo alcune parti da un discorso più ampio di Monti:
    sono state eliminate le parti non rilevanti, senza distorcerne il significato, come puoi
    verificare guardando il video integrale.

    FONTE

     
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