• Medicina
  • Internet
  • Video
  • Visualizzazione post con etichetta NWO E FMI. Mostra tutti i post
    Visualizzazione post con etichetta NWO E FMI. Mostra tutti i post

    DEPUTATO GRECO ACCUSA:GERMANIA E FRANCIA SULLE ORME DI HITLER.HANNO CREATO UN MUNICH 2°

    mercoledì 8 febbraio 2012

    PER CHI NON LO SAPESSE A MONACO SI TENNE UNA CONFERENZA A 4 TRA GERMANIA,FRANCIA,ITALIA ED INGHILTERRA NEL 1938 DURANTE LA QUALE SI OBBLIGO' LA CECOSLOVACCHIA A CEDERE LA REGIONE ABITATA DAI SUDETI,POPOLO DI LINGUA TEDESCA.IERI LA CECOSLOVACCHIA OGGI LA GRECIA.IERI LA MANO DELLA GERMANIA HITLERIANA SULL'EUROPA,OGGI QUELLA DELLA TEDESCA MERKEL.CAMBIANO I TEMPI MA NON CESSANO LE ANALOGIE..

    Per fortuna c'è qualcuno nel governo greco che ha ancora gli attributi per dire le cose come stanno.Yorgos Karatzaferis, líder dell'estrema destra e del terzo partito della coalizione di governo ha criticato duramente la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolàs Sarcozy accusandoli di aver creato un "Munich 2" facendo riferimento alla celebre conferenza del 1938 durante la quale Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia firmano il Trattato di Monaco, che obbliga la Cecoslovacchia a cedere alla Germania Nazista i Sudeti, incluse le sue principali posizioni militari difensive.
    Sembra davvero di rivivere quei giorni..Tant'è che Karatzaferis attacca così:
    La Grecia deve far fronte a una compagna di umiliazione e questo governo è obbligato a tenerne conto.Non appoggerò mai un accordo che contraddica la Costituzione greco ed esigo che il Parlamento si pronunci sul fatto se le richieste imposte dall'Ue alla Grecia siano conformi ai trattati europei.
    Su quest'ultimo punto rispondo subito.Caro Karatzaferis putroppo sì sono conformi ai trattati europei ma non alla tua costituzione nè a quella italiana.La costituzione nasce per difendere i diritti umani e quelli basici di ogni individuo.I Tratti europei li calpestano..

    Ma Karatzaferis non è solo.Anche un altro deputato dimostra di avere gli attributi quando dichiara che non voterà mai a favore delle misure imposte dalla Troika."Preferisco la povertà alla schiavitù".ha dichiarato il deputato del Pasok, Jristos Magkuris.D'accordo con te Jristos!

    Intanto ieri lo sciopero di ieri è stato un successone:ha scioperato l'80% dei lavori privati e il 90% di quelli pubblici.Almeno 20.000 persone hanno manifestato per le strade di Atene al grido: "Fuori la Troika dalla Grecia!"

    Fuori la Troika dalla Grecia e che non si avvicini mai all'Italia!Anche se quest'ultimo scenario è poco probabile..Noi e gli spagnoli saremo i prossimi a meno che tu caro lettore di Free Italy e noi italiani tutti riusciamo a svegliare tutti gli italiani prima che sia troppo tardi.

    Fonte: http://politica.elpais.com/politica/2012/02/07/actualidad/1328651305_691924.html
    Traduzione: www.free-italy.info

    Free Italy

    GRECIA IL PAESE VICINO ALLA BANCAROTTA:L'EUROPA CHIEDE NUOVI TAGLI A PENSIONI,STIPENDI STATALI E ALLA SPESA PUBBLICA.IL PAESE NEL CAOS

    CRISI GRECA,LA SITUAZIONE SI FA SEMPRE PIU' GRAVE.L'UNIONE EUROPA E IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE CHIEDONO NUOVI SACRIFICI AD UN PAESE GIA' IN GINOCCHIO:BAMBINI DENUTRITI E SUICIDI A RAFFICA.NONOSTANTE QUESTO IL DIKTAT E' SEMPRE LO STESSO:SE VOLETE NUOVI FINANZIAMENTI DOVETE TAGLIARE SPESA PUBBLICA,STIPENDI E PENSIONI.L'ACCORDO TRA FMI,UE E GOVERNO GRECO NON E' STATO ANCORA RAGGIUNTO.OGGI POTREBBE ESSERE LA GIORNATA DECISA.VI TERREMO AGGIORNATI.

    di Free Italy
    Il governo greco non è riuscito a chiudere ieri l'accordo che gli impone la Troika,la speciale commissione formata dall'Unione Europea,Bce e Fondo Monetario Internazionale,per continuare a ricevere gli aiuti internazionali.Il tutto a margine di una giornata concitata dove numerosi rumors davano l'accordo come già siglato.Il governo greco ha deciso infatti di posticipare ad oggi la riunione cruciale tra il primo ministro Papademos e i partiti della coalizione governativa-socialdemocratici,conservatori ed estremadestra-che devono decidere il da farsi: accettare le rigide misure imposte dalla Troika o rifiutarle?Questo è quello che si chiedono i giornali tradizionali italiani ed esteri.Personalmente penso che nel momento in cui l'Unione Europea ha messo al timone della Grecia l'ex banchiere Lucas Papademos ha di fatto deciso le sorti del paese ellenico.Mi spiego: Troika e governo greco sono emanazione dello stesso potere,quello della finanza internazionale,quindi al tavolo si siederanno due amici desiderosi di portare a termine il proprio piano.Che sia quello di spellare la Grecia fino all'ultimo centesimo per poi magari farla fallire mi apre ovvio.Penso che la Grecia abbia,purtroppo,ancora qualcosa da dare e quindi le nuove misure di austerità passeranno.
    Come scrive El Pais,infatti,già nella giornata di ieri sembrava essere stato raggiunto l'accordo tra i rappresentanti del governo e quelli della Troika.Tradotto:non è saltato nulla,l'accordo è sempre lì e alla fine verrà firmato nonostante il grande malcontento che vive il popolo greco.Ma cosa chiede ancora la Troika ad un paese e ad un popolo già in ginocchio?Lo vediamo grazie ai dati molti chiari che ci fornisce El Pais.

    ECCO QUALI SONO LE NUOVE MISURE DI AUSTERITY RICHIESTE DALLA TROIKA AL GOVERNO GRECO.




    Ecco le principali richieste che quegli aguzzini usurai della Troika impongono al popolo greco:

    1. Taglio della spesa pubblica pari a 3,3 miliardi di euro.Il governo greco chiede che siano "solo" 2,3 miliardi.
    2. Drastica riduzione di salari e pensioni.La Troika impone il licenziamento di 15.000 dipendenti pubblici su un totale di 750.000.Ovviamente i sindacati sono imbufaliti e minacciano battaglia.
    Ma in cambio di quale grande regalo dovrebbero fare questi sacrifici i greci?La risposta si chiama:130 miliardi di euro.A tanto ammonta il prestito promesso dagli squali della Troika..Peccato che nonostante i 73 miliardi di prestiti la Grecia si trovi ancora nel caos e peccato che nonostante questi finanziamenti la Grecia sia sull'orlo della bancarotta.Ma cavolo bisogna agire!Infatti si teme che Atene non possa rimborsare i creditori(leggasi i banchieri) a metà marzo..Insomma tradotto spiccio spiccio:noi cittadini comuni paghiamo i debiti dei banchieri loro incassano.Nel frattempo ci impoveriamo ma continuiamo a pagare e a pagare..
    La Grecia ha tempo fino al 20 marzo quando dovrebbe rimborsare,scrive El Pais,ben 14,4 miliardi di euro.Insomma c'è tempo per massacrare i poveri fratelli ellenici.Ma Francia e Germania non contente si lamentano pure e criticano il popolo greco.Il popolo non il governo.Ecco il messaggio ignobile rivolto ai greci da Sarkozy e dalla Merkel

    I nostri amici greci devono assumersi le loro responsabilità votando le riforme su cui si sono impegnati"(Sarkozy)

    I greci devono prendersi le loro responsabilità votando le riforme su cui si sono impegnati(Merkel)
    Per fortuna c'è qualcuno nel governo greco che ha ancora gli attributi per dire le cose come stanno.Yorgos Karatzaferis, líder dell'estrema destra e del terzo partito della coalizione di governo ha criticato duramente la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolàs Sarcozy accusandoli di aver creato un "Munich 2" facendo riferimento alla celebre conferenza del 1938 durante la quale Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia firmano il Trattato di Monaco, che obbliga la Cecoslovacchia a cedere alla Germania Nazista i Sudeti, incluse le sue principali posizioni militari difensive.
    Sembra davvero di rivivere quei giorni..Tant'è che Karatzaferis attacca così:
    La Grecia deve far fronte a una compagna di umiliazione e questo governo è obbligato a tenerne conto.Non appoggerò mai un accordo che contraddica la Costituzione greco ed esigo che il Parlamento si pronunci sul fatto se le richieste imposte dall'Ue alla Grecia siano conformi ai trattati europei.
    Su quest'ultimo punto rispondo subito.Caro Karatzaferis putroppo sì sono conformi ai trattati europei ma non alla tua costituzione nè a quella italiana.La costituzione nasce per difendere i diritti umani e quelli basici di ogni individuo.I Tratti europei li calpestano..

    Ma Karatzaferis non è solo.Anche un altro deputato dimostra di avere gli attributi quando dichiara che non voterà mai a favore delle misure imposte dalla Troika."Preferisco la povertà alla schiavitù".ha dichiarato il deputato del Pasok, Jristos Magkuris.D'accordo con te Jristos!

    Intanto ieri lo sciopero di ieri è stato un successone:ha scioperato l'80% dei lavori privati e il 90% di quelli pubblici.Almeno 20.000 persone hanno manifestato per le strade di Atene al grido: "Fuori la Troika dalla Grecia!"

    Fuori la Troika dalla Grecia e che non si avvicini mai all'Italia!Anche se quest'ultimo scenario è poco probabile..Noi e gli spagnoli saremo i prossimi a meno che tu caro lettore di Free Italy e noi italiani tutti riusciamo a svegliare tutti gli italiani prima che sia troppo tardi.

    Fonte: http://politica.elpais.com/politica/2012/02/07/actualidad/1328651305_691924.html
    Traduzione: www.free-italy.info

    Free Italy

    TUTTA LA VERITA' SUL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE,LO STRUMENTO PREDILETTO DEI BANCHIERI MASSONI

    lunedì 30 gennaio 2012

    IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E' UN'ORGANIZZAZIONE NATA A SEGUITO DELLA CONFERENZA DI BRETTON WOODS CHE DOVREBBE PERSEGUIRE L'INTERESSE ECONOMICO MONDIALE.IN REALTA' E' UN'ISTITUZIONE NON DEMOCRATICA IN QUANTO IL SISTEMA DI VOTO PRIVILEGIA I PAESI PIU' RICCHI,MA SOPRATTUTTO PERCHE' E' MANOVRATA COME AL SOLITO DAI RICCHI BANCHIERI CHE ATTRAVERSO L'FMI IMPONGONO I LORO VOLERI AI GOVERNI DEMOCRATICAMENTE ELETTI..
    di Salvatore Tamburo
    Il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, di solito abbreviato in FMI in italiano e in IMF in inglese) è, insieme al Gruppo della Banca Mondiale, una delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods, dalla sede della Conferenza che ne sancì la creazione.
    L'Accordo Istitutivo acquisì efficacia nel 1945 e l'organizzazione nacque nel maggio 1946. L 'FMI si configura anche come un Istituto specializzato delle Nazioni Unite (ONU).

    I suoi obiettivi sono (dovrebbero essere):
    - Promuovere la cooperazione monetaria internazionale
    - Facilitare l'espansione del commercio internazionale
    - Promuovere la stabilità e l'ordine dei rapporti di cambio, evitando svalutazioni competitive
    - Dare fiducia agli Stati membri rendendo disponibili, con adeguate garanzie, le risorse del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti
    - In relazione con i fini di cui sopra, abbreviare la durata e ridurre la misura degli squilibri delle bilance dei pagamenti degli Stati membri.

    Ogni membro (attualmente 185 paesi) può accedere al credito del fondo (SBA ed EFF), in un anno, fino al massimo del 100% delle quote sottoscritte e, cumulativamente, fino al massimo del 300%; l'ammontare dei prestiti può essere elevato in casi eccezionali.
    Il Fondo Monetario Internazionale è fortemente criticato dal movimento no-global e da alcuni illustri economisti, come il Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, che lo accusano di essere un'istituzione manovrata dai poteri economici e politici del cosiddetto Nord del mondo e di peggiorare le condizioni dei paesi poveri anziché adoperarsi per l'interesse generale.
    Il sistema di voto, che chiaramente privilegia i paesi "occidentali", è considerato da molti iniquo e non democratico. Il FMI è accusato di prendere le sue decisioni in maniera poco trasparente e di imporle ai governi democraticamente eletti che si trovano così a perdere la sovranità sulle loro politiche economiche.

    Il board esecutivo e il board dei governatori del FMI non danno a tutti i Paesi la stessa possibilità di essere rappresentati.
    L’assegnazione del numero dei voti è basata sul sistema “un dollaro un voto”, che quindi antepone la ricchezza alla democrazia. I paesi più ricchi controllano il board esecutivo sia in termini di seggi che di voti, nonostante il Fondo sia quasi completamente impegnato in Paesi a basso e medio reddito. Questo sistema, creato durante il periodo coloniale e controllato dai governi dei Paesi sviluppati, è inadeguato e necessita di essere radicalmente modificato.
    Perciò molti economisti, rappresentati del governo e associazioni chiedono una struttura del Fondo che sia realmente democratica, che abbia gli stessi standard di democrazia richiesti a livello nazionale. Per raggiungere questo obiettivo, si auspica l’adozione immediata di un sistema di voto a doppia maggioranza. Le decisioni dei board dovrebbero essere prese solo con il consenso della maggioranza dei governi membri e con la maggioranza dei voti a favore. Il sistema “un Paese, un voto” contro-bilancerebbe il sistema “un dollaro, un voto”. La combinazione dell’attuale sistema di voto con la richiesta di un accordo della maggioranza dei governi membri contribuirebbe a superare l’ineguaglianza che caratterizza il meccanismo decisionale del FMI.

    Come espresso prima Joseph Stiglitz ha apertamente criticato l’operato del Fondo Monetario Internazionale.
    Stiglitz ha rivestito ruoli rilevanti nella politica economica. Ha lavorato nell'amministrazione Clinton come Presidente dei consiglieri economici (1995 –1997); alla Banca Mondiale ha assunto la posizione di Senior Vice President e Chief Economist (1997 – 2000), prima di essere costretto alle dimissioni dal Segretario del Tesoro Lawrence Summers.
    Stiglitz esprime il suo disappunto per la politica del FMI nel suo libro intitolato "Globalization and Its Discontents" 92 ("La globalizzazione e i suoi oppositori"), dove analizza gli errori del FMI e della gestione delle crisi finanziarie che si sono susseguite negli anni novanta, dalla Russia ai paesi del sud est asiatico all'Argentina. Stiglitz illustra come la risposta del FMI a queste situazioni di crisi sia stata sempre la stessa, basandosi sulla riduzione delle spese dello Stato, una politica monetaria deflazionista e l'apertura dei mercati locali agli investimenti esteri. Tali scelte politiche venivano di fatto imposte ai paesi in crisi ma non rispondevano alle esigenze delle singole economie, e si rivelavano inefficaci o addirittura di ostacolo per il superamento delle crisi.

    Stiglitz critica il FMI su diversi punti.
    Analizzando la crisi dell’Est asiatico, Stiglitz ricorda che il 2 luglio 1997 crollò il baht tailandese che segnò l’inizio della più grande crisi economica dai tempi della Grande depressione, una crisi che partendo dall’Asia sarebbe andata a colpire anche Russia e America Latina.
    Il baht, che per dieci anni era stato scambiato con un rapporto di 25:1 rispetto al dollaro, dalla sera alla mattina subì una svalutazione di circa il 25 per cento.

    Ormai la crisi è passata ma sfortunatamente le politiche imposte dal FMI durante quel periodo tumultuoso hanno peggiorato la situazione, e in molti casi hanno provocato addirittura l’inizio di una crisi: secondo Stiglitz una liberalizzazione eccessivamente rapida dei mercati finanziari e dei capitali è stata probabilmente la causa principale della crisi, sebbene vi abbiano condotto anche alcune politiche sbagliate condotto dai singoli paesi.
    Oggi gli esperti del FMI hanno riconosciuto molti errori, ma non tutti.
    Si sono resi conto, per esempio, di quanto possa essere pericolosa una liberalizzazione troppo rapida del mercato dei capitali, ma è un cambiamento di opinione che arriva quando ormai è troppo tardi per aiutare i paesi in difficoltà.

    Nei tre decenni precedenti alla crisi, l’Est asiatico non era soltanto cresciuto più velocemente di qualsiasi altra regione del mondo, più o meno sviluppata, riuscendo addirittura a ridurre la povertà, ma aveva anche acquisto stabilità e si era salvato dagli alti e bassi che caratterizzavano tutte le economie di mercato.
    Tanto che quei risultati positivi vennero descritti come “il miracolo asiatico”.
    Quando scoppiò la crisi però il FMI e il Tesoro degli Stati Uniti fecero aspre critiche contro questi paesi, incolpandoli di avere dei governi corrotti e urgeva una riforma radicale.
    Stiglitz però si interroga: “come è possibile che le istituzioni di questi paesi abbiano funzionato così bene per tanto tempo se sono marce e corrotte?” . La risposta si evinse chiaramente dalla relazione intitolata “The East Asian Miracle” realizzata dalla Banca Mondiale su pressione dei giapponesi: quei paesi asiatici avevano avuto successo non solo malgrado il fatto di non aver seguito il diktat del Washington Consensus, ma proprio perché non li avevano seguiti; fu così evidenziato l’importante ruolo svolto dai governi.

    Mentre le politiche del Washington Consensus mettevano in risalto la privatizzazione, i governi asiatici a livello nazionale e locale davano contributi per la creazione di imprese efficienti che hanno svolto un ruolo decisivo nel successo di alcuni di questi paesi.
    Quando cominciò la crisi, l’Occidente non ne colse la gravità.
    Il FMI per risolvere la crisi impose un’impennata dei tassi d’interesse e tagli alle spese, nonché di introdurre nei paesi cambiamenti sia economici che politici.
    Il FMI stava fornendo miliardi di dollari a questi paesi, ma a condizioni di così ampia portata che i paesi che accettavano i finanziamenti finivano per rinunciare a gran parte della loro sovranità economica.

    Nonostante ciò, i programmi del FMI sono falliti: avrebbero dovuto arrestare la caduta dei tassi di interesse, che invece si sono mantenuti in discesa, senza che il mercato abbia minimamente dimostrato di aver preso atto che fosse arrivato il FMI a “salvare la situazione”. Imbarazzato dal fallimento della sua ricetta il FMI ha puntualmente incolpato il paese di turno di non aver attuato sul serio le riforme necessarie.
    Con l’aggravarsi della crisi aumentò la disoccupazione: la percentuale di disoccupati era quadruplicata in Corea, triplicata in Thailandia e decuplicata in Indonesia.
    Il rallentamento nella regione ha avuto ripercussioni globali:la crescita economica complessiva fu rallentata e, con questo rallentamento, sono crollati i prezzi delle materie prime.

    Secondo il premio Nobel americano, a generare le crisi economiche dall’Est asiatico all’America Latina, dalla Russia all’India, ritiene che la colpa vada imputata alla liberalizzazione dei movimenti di capitali. Secondo Stiglitz essa può creare rischi enormi persino in quei paesi che hanno banche forti, borse valori mature e altre istituzioni che molti di quei paesi in crisi non possedevano. Nonostante egli esempi del passato, il FMI ripropone la sua ricetta di liberalizzazione dei capitali, nella bizzarra ipotesi che questa migliorerebbe la stabilità economica attraverso una maggior diversificazione delle fonti di finanziamento. Basterebbe però analizzare i dati relativi ai flussi di capitali per rendersi conto che essi hanno un andamento prociclico, cioè defluiscono da un determinato paese in tempi di recessione, proprio quando il paese ne ha più bisogno, e affluiscono verso il paese nel periodi di rapida espansione, esasperando le pressioni inflazionistiche.

    Analizziamo due casi: la Corea del Sud dove è intervenuto il FMI e la Cina che scelse di non seguire le politiche del Fondo.

    1. In Corea il FMI, nonostante conoscesse l’eccessivo indebitamento delle aziende, insistette che fossero aumentati i tassi di interesse e ciò aumentò il numero delle aziende in crisi e, di conseguenza, il numero delle banche che si trovarono a gestire “crediti in sofferenza”. In pratica il FMI era riuscito a congegnare una contrazione simultanea tanto della domanda quanto dell’offerta.
    Il FMI si giustificava dicendo che le sue politiche avrebbero aiutato a riportare la fiducia nei mercati dei paesi colpiti. Ma chiaramente un paese in piena recessione non ispira alcuna fiducia.

    2. Confrontando quello che è successo in Cina invece, che come la Malesia scelse di non seguire i programmi del FMI, vediamo chiaramente gli effetti negativi delle politiche del FMI.
    La Cina , del resto come l’India, fu uno dei grani paesi in via di sviluppo che è riuscita ad evitare la devastazione della crisi economica mondiale introducendo dei controlli sui movimenti dei capitali.

    Mentre i paesi in via di sviluppo con mercati dei capitali liberalizzati hanno registrato un declino dei redditi, l’India è cresciuta di oltre il 5% e la Cina quasi dell’8%. Questi risultati notevoli sono stati seguiti non certo seguendo le ricette del FMI, bensì quelle dell’ortodossia economica che gli economisti insegnano da più di mezzo secolo. La Cina ha colto l’occasione di associare ai suoi obiettivi a breve termine quelli di una crescita di lungo periodo, stimolando una domanda enorme di infrastrutture.
    Conn Hallinan è analista in politica estera al Foreign Policy, ed insegnante di giornalismo all’Università della California a Santa Cruz. Hallinan scrive che l’ultima vittima in ordine di tempo del FMI sia stata appunto l’Argentina: la terza economia, per importanza, dell'America Latina è stata fatta deragliare dalle politiche del Fondo Monetario Internazionale che hanno già devastato popolazioni ed economie da Mosca a JaKarta riempiendo al contempo i forzieri delle banche e delle organizzazioni finanziarie.

    Secondo Hallinan il mito più diffuso riguardo al FMI è che si tratti di un organismo “internazionale". Infatti, ha molti membri ma gli Stati Uniti ed i suoi alleati prendono tutte le decisioni. L'Olanda, ad esempio, ha più potere di voto della Cina e dell'India. "Internazionale" sarebbe quindi una comoda finzione che permette all'organizzazione di evitare il controllo del Congresso. Quello che il FMI fa è di fare un'offerta che non è possibile rifiutare.
    Quando L’Argentina attraversò un periodo economico burrascoso all’inizio degli anni ’90, il Presidente Bush (senior) e il Fondo offrirono un prestito condizionato all’ancoraggio del Peso Argentino al Dollaro, alla totale privatizzazione di banche e servizi, alla rimozione di dazi doganali ed alla liberalizzazione della circolazione dei capitali.

    L’Argentina ha abboccato e i capitali stranieri sono affluiti. Per alcuni (i benestanti) l’economia decollò, ma legare il peso al dollaro ha reso le esportazioni argentine proibitive mentre l’inondazione di importazioni estere a basso costo ha minato la base industriale del paese: chiusura di fabbriche, diffusione della disoccupazione ed implosione del debito. La libera circolazione dei capitali ha permesso a compagnie straniere di spillare profitti all’estero ed ha aperto le porte ai “vulture funds”, che hanno acquistato gran parte del debito per fare il colpo grosso con gli elevati tassi d’interesse.
    Il fondo Toronto Trust Argentina98 ha avuto un ritorno del 79,25% sui debiti acquistati pari a trenta volte quello che avrebbe realizzato con i Bonds del tesoro statunitensi.

    L’effetto delle privatizzazioni proposte dal FMI portarono una compagnia francese ad acquistare gli acquedotti del paese e aumentare le tariffe del 400%.
    L'Argentina era guardata dal mondo come il paese dove il pensiero unico del F.M.I. e della Banca Mondiale aveva vinto. Un miracolo economico! Ma le privatizzazioni prima o poi finiscono, lo squilibrio commerciale resta, lo Stato deve drenare denaro sui mercati internazionali attraverso prestiti internazionali in valuta, ad ogni giro i tassi salgono e il rating diminuisce. I tassi alti scoraggiano l'economia e per tre anni l'Argentina va in recessione. Le Grandi Famiglie (3% della popolazione) incominciano a cambiare i pesos in dollari. Servono altri prestiti, sempre più cari.

    A questo punto scoppia la crisi finanziaria.
    Nessuno presta più soldi all'Argentina che è costretta a tagliare del 13% i salari pubblici e a bloccare totalmente la spesa pubblica. Neanche questo basta, ed ecco l'F.M.I., caritatevole, giungere in soccorso, prestando 8 miliardi di dollari . con una clausola, però, che l'Argentina aderisca al F.T.A.A. (Free Trade Area of the Americas) cioè si apra al libero scambio con gli USA.

    Doppia trappola: il deflusso di dollari non potrà che aumentare, per il libero scambio e in più si mette in ginocchio il Brasile e si fa saltare il Mercosur (il Mercato dell'America del sud).
    La crisi finanziaria argentina è solo rimandata di qualche mese: una boccata d'ossigeno per l'UBS, Citygroup e Chase Manhattan e altre grandi banche che hanno ancora qualche mese per “securizzare” i propri crediti, cioè farli scomparire nel risparmio gestito di fondi pensione. Quando la stessa cosa avvenne in Messico nel 1995 a rimetterci fu il Fondo Pensione degli Insegnanti della California! Ma ormai è fin troppo chiaro: le ricette virtuose del F.M.I. sono catastrofiche.
    Dopo il Sud Est asiatico e la Russia hanno rovinato il Sudamerica. Ma la grande fornace di Wall Street ha bisogno di capitali esteri che tengano su i corsi azionari e quindi `mors tua vita mea'!

    Meraviglie della globalizzazione dei mercati finanziari!
    Ma a dicembre del 2001 la crisi esplode senza remissione. Prima l'annuncio del default sul debito, bonds sovereign e local market instruments collocati compiacentemente sui mercati internazionali per un valore di oltre 58 miliardi di dollari vanno in default. Il Ministro dell'Economia Domingo Cavallo tentò un ultimo colpo da presitigiatore finanziario: lo Swap del debito.
    Tassi al 7% invece del 30% e più e allungamento delle scadenze. I mercati non accettano. Gli argentini così incominciano a dubitare che un dollaro valga un peso. Le banche sono prese d'assalto per cambiare pesos in dollari. I capitali defluiscono e con essi la possibilità di far fede agli impegni assunti con il F.M.I. In più la crisi riduce i profitti e i consumi. Crollano dunque anche le entrate fiscali e l'obiettivo del `deficit di bilancio zero torna ad essere quello che era sempre stato: una pura utopia. Si limita la possibilità di ritirare denaro a 1.000 dollari mese. I bancomat vengono presi d'assalto e presto vanno in Tilt. Ormai è crisi di liquidità. Il F.M.I. nega la `tranche' di oltre 1 miliardo di dollari dell'ultimo accordo di sostegno.

    Anche loro sanno che sarebbe ormai solo una goccia in un mare di debiti. Iniziano gli assalti ai supermercati e la crisi che tutti conosciamo.
    Il crac in Argentina non può essere imputato semplicemente alla corruzione nazionale ma al sistema “politico” del FMI che, invece di sostenere una partecipazione vera nello sviluppo della nazione, ha introdotto meccanismi monetaristici che hanno portato alla rovina economica il paese.
    Tra Paesi che soccombono in crisi finanziarie, c’è invece un paese che si libera dal debito nei confronti del FMI e Banca Mondiale, ovvero il Venezuela del Presidente Hugo Chàvez.
    Il paese sudamericano ha estinto il debito con il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale e adesso nutre come secondo obiettivo la costituzione del Banco del Sur.
    Il Venezuela ha recuperato interamente la sua sovranità; le sue orme potrebbero essere seguite da tanti altri paesi sudamericani od europei. Naturalmente tutto dipende se al tavolo delle trattative si indossi la veste del finanziatore pro-lobby o del debitore.

    FONTE

    BIBLIOGRAFIA
    http://bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com
    http://www.imf.org
    STIGLITZ J., La globalizzazione e i suoi oppositori Torino, Einaudi, Torino (2002)
    www.foreignpolicy.com
    http://www.aamterranuova.it


    L'FMI METTE AL GUINZAGLIO ITALIA E GRECIA: PREVISTI TAGLI E PRIVATIZZAZIONI (VIDEO)

    martedì 15 novembre 2011

    L'intervento dell'FMI sull'economia Greca ed Italiana porterà alla privatizzazione di ogni settore della vita dei cittadini e della politica stessa. Costoro sono dei privati che si stanno arrogando il diritto di decidere le sorti di intere nazioni.

    IL FATTO: SOLO L'FMI PUO' SALVARE L'ITALIA.FALSO!L'FMI CI PORTERA' NEL BARATRO...

    mercoledì 9 novembre 2011

    IL FATTO QUOTIDIANO CELEBRA L'INTERVENTO DI QUEI SANTI DELL'FMI IN SOCCORSO DELL'ITALIA,MA PIU' DI UN LETTORE NE RESTA SCONCERTATO...COSI' SONO ANDATO A LEGGERMI I COMMENTI E HO SCOPERTO CHE...

    di Redazione Free Italy
    Che cosa ho scoperto vi starete chiedendo?Ho scoperto che c'è gente che ragiona e ha gli attributi per rispondere con orgoglio a chi dal suo punto di vista lede un diritto fondamente: quello di dire la verità.La verità vera non quella giornalistica..Nell'articolo "Solo l’Fmi può curare il disastro di B." si spiega come mai "bisogna affidare il programma di stabilizzazione a un organismo come il Fmi".Questa la risposta:
    Perché l’Italia, da decenni, senza un vincolo esterno deraglia. Perché le istituzioni europee sono un guazzabuglio burocratico-assembleare in cui i poteri sono bizantinamente frazionati e demandati alla concertazione dei governi nazionali. In 12 sotto il direttorio renano si poteva procedere. Con 27 sedie attorno al tavolo solo i saluti e i discorsi introduttivi (meno di 10 minuti a testa) prendono 4 ore. Il Parlamento europeo è un misero orpello quando si tratta di decisioni efficaci.
    Poi si spiega che i Trattati vietano alla Bce di intervenire a sostegno delle finanze pubbliche di uno stato membro...Al che leggendolo ho pensato,sorridendo: "E certo quando mai si è vista una banca privata correre in soccorso delle finanze pubbliche?"La risposta scontata è mai..Figurati se un organismo privato aiuta uno pubblico,mica siamo nelle favole.Ovviamente il Robin Hood della situazione,lo Spiederman o il Superman se non è la Bce chi sarà?Ma lui l'Fmi!Il giornalista del fatto descrive quei santi dell'Fmi "come come un medico chiamato sulla scena di un incidente grave"che" ha il pieno mandato istituzionale per far rispettare le condizioni negoziate."Poi si passa al concreto e si trattano i possibili scenari.Ovviamente l'Fmi non è Robin Hood,perchè quest'ultimo rubava ai ricchi per dare ai poveri quegli altri fanno il contrario...Vabbè ma queste sono quisquiglie,se paragonate con la gamma di aiuti dell'Fmi!Visto che i soldi non ce li regalano ce li presteranno no?Magari con degli interessi belli grossi,tanto per scoppiare di salute.Quale cura potremmo quindi richiedere?Ce lo spiega bene il giornalista:
    Tipicamente  il governo chiede un prestito “standby” per 18-36 mesi con rate sborsate a intervalli predefiniti, ma solo dopo una verifica sulla tenuta dei conti e l’implementazione delle riforme. Nel caso italiano, che per dimensioni sarebbe di gran lunga il maggior intervento della sua lunga storia, il Fmi ha ventilato l’acquisto di titoli italiani sul mercato, novità assoluta per “la banca delle banche centrali”.
    Altri debiti,altri interessi,altro aggravio..Ma se lo dicono quei santi dell'Fmi deve andare bene così no?E' come quando hai così tanti debiti che nessuno ti vuol più dare un euro...A chi ti rivolgi?Bhe all'ultimo disposto a darti credito.Capito no?
    Comunque l'articolo oltre ad aver suscitato il mio sdegno ha fatto imbestialire parecchi lettori,in particolare uno che si firma Trex.Costui ha risposto in modo piccato al giornalista.Stupendo il suo commento,leggetelo:
    Nel leggere quest’ articolo risaltano due cose: la prima una promozione dell’ estensore dalla formulazione di elementi di propaganda politica ( manifesti-volantini-giornaletti di gruppuscoli vari ) alla redazione di un quotidiano. Il passaggio non e’ di poco conto. Da una parte si puo’ dare libero sfogo ai propri sentimenti di faziosita’ che viceversa, anche in un quotidiano schierato, devono essere temperati dalla necessita’ di raggiungere e non disturbare persone dotate di un Q.I. medio. Il giornalista deve informare e comunicare nella maniera piu’ corretta possibile, utilizzando il sale della linea editoriale in maniera tale da non rendere immangiabile la pietanza. E qui cadiamo nel secondo elemento di disturbo. Appare evidente anche ad un profano la assoluta e totale divergenza del nostro amico da quanto la storia ha, ahime’, acquisito agli atti. Quando parla del FMI in toni apologetici, definendolo un medico accorso sul luogo dell’ incidente, probabilmente dimentica ( grave ) o non sa (imperdonabile ) che cotanto medico ha una percentuale di pazienti deceduti in seguito alle sue cura pari al 100%…..Esattamente, sono tutti morti. Un esempio tra tutti l’ Argentina. E non e’ poco. Ora questo brillante clinico o non sa fare il suo lavoro, oppure e’ un serial killer che esegue scrupolosamente gli ordini dei suoi mandanti. Personalmente sono per la seconda ipotesi e rabbrividisco quando sento parlare in termini tanto banali di un intervento che molto probabilmente portera’ alla fine dell’ Italia quale la conosciamo. Si avvicinano tempi molto duri, la triade Monti, Draghi, Lagarde si appresta a spolparci come un agnellino pasquale, mi auguro che i trenta denari che avete preso per fare questo sporco lavoro compensino il disprezzo dal quale sarete circondati quando gli italiani si renderanno conto di quale allegra comitiva fate parte. Per la cronaca non posso sopportare Berlusconi nemmeno in fotografia ma sono ancora un italiano che ama il suo paese. Cordiali saluti
    L'Fmi è un medico con percentuale di pazienti deceduti al 100%...frase simbolo che ricalca estremamente la pericolosità distruttiva del loro intervento...Chiedete all'ex presidente del Burkina Faso Thomas Sankara...Ops non si può perchè si è opposto all'Fmi...e l'hanno ammazzato...
    Non c'è comunque solo Trex ad arrabbiarsi per l'articolo.Un certo Alf scrive:
    Buona sera Dott. Scacciavillani, ci terrei a sapere la sua opinione riguardo alle critiche mosse da Joseph Stiglitz nel libro “La Globalizzazione e i suoi oppositori” nei confronti dell’ FMI e Banca Mondiale (dove è stato Chief Economist) per le loro politiche verso paesi come Sud Africa, Est europeo e Sud-Est asiatico che hanno portato in dissesto gli stessi paesi. La ringrazio e la saluto.
    A.Carli
    Riccardo invece,sottolinea l'inefficacia dimostrata degli interventi dell'Fmi e chiede al giornalista se davvero crede a ciò che ha scritto:
    Fantastico Scacciavillani, fantastico. Dico sul serio. Se me lo consente disinfetterei ulteriormente: “l’Italia non è commissariata, è diversamente sovrana”. Suona meglio?
    Scherzi a parte, una considerazione e due domande:
    Nel “gioco delle fonti” scatenato oggi da Reuters, risulterebbe (se affidabili) che il Nostro si stia accomiatando dall’italica cadrega con una balla. Tanto per chiudere come ha iniziato.
    1)Fonte Ue:”Dobbiamo essere sicuri che ci sia credibilità negli obiettivi dell’Italia – che l’Italia li raggiunga. ABBIAMO DECISO di coinvolgere il Fmi nel monitoraggio, avvalendoci del loro metodo e gli italiani DICONO CHE SI PUO’ FARE”, ha aggiunto.
    2)Un funzionario italiano a Cannes ha voluto precisato che Roma è disponibile a chiedere consigli al Fondo SOLO sull’applicazione delle conclusioni dell’Eurogruppo del 27 ottobre. I consigli del fondo si affiancheranno al ruolo della Commissione Ue”.
    3)Fonte tecnica italiana:”Se l’Italia aprisse una linea di credito con il Fondo, precauzionale o di altro tipo, VANIFICHEREBBE L’EFFETTO CHE CERCA DI OTTENERE con il monitoraggio rafforzato, ovvero il recupero della credibilità nella sua capacità di fare le riforme”, riferisce la fonte, aggiugendo che “LA PROPOSTA DEL MONITORAGGIO E’ STATA AVANZATA DAL FMI ALLE AUTORITA’ ITALIANE POCO MENO DI UN MESE FA”.
    Chiaro no? Altro che “abbiamo chiesto noi al Fmi di certificare il rispetto degli impegni presi in sede europea”. Sarebbe già da un mese che si stava facendo lobbying sul governo (a livello Ue e Fmi) per accettare un’offerta “che non si poteva rifiutare”! A maggior ragione sotto le cannonate degli investitori sul debito italiano…
    Detto questo:
    1)Lei pensa, sinceramente, che le ricette impartite dal Fmi ridurrebbero debito creando crescita? Abbiamo esempi recenti qui in Europa che dimostrano il contrario.
    2)Se può rispondere: lei come CEIF Oman sa se a monarchie del Golfo è stato offerto da Ue di investire nel fondo Efsf o altri tipi di investimento?
    Grazie
    Spulciando i commenti scopro dallo stesso autore che è stato membro dell'Fmi...Ossia Fabio Scacciavillani,l'autore dell'articolo del Fatto Quotidiano era membro dell'Fmi...Così scrive a chi gli parla di conflitto di interessi:
    Ho lasciato il Fmi piu’ di 13 anni fa. Di che conflitto di interesse parla? A me non viene in tasca nulla qualsiasi cosa faccia o non faccia il Fmi. Se agisce bene, se agisce male, se interviene in Italia o in Papuasia a me non cambia assolutamente nulla nella vita.
    Ahh che bello!Io amo i casi della vita.Ma guarda tu: un bell'articolo pro Fmi da un ex Fmi.Ovvio non c'è conflitto di interessi ed è normalissimo esaltare quei santi dell'Fmi che vogliono aiutare la debole Italia con un bel prestito vantaggiosissimo.Evvai!Alle critiche il giornalista ha così risposto,citando dei complotti strani:
    Il Fmi non puo’ sostituirsi a 60 milioni di Italiani (compresi gli immigrati) e qualche centinaio di migliaia di funzionari pubblici che dovrebbero implementare un programma di riforme.
    I programmi del Fmi funzionano discretamente bene quando i governi ci credono, si impegnano sul serio e mandano un messaggio chiaro fino all’ultimo usciere.
    Se invece il governo recalcitra, prende tempo, non cava un ragno dal buco e tira ad imbrogliare, le cose vanno peggio, come in Grecia.
    Insomma una decina di economisti del Fmi non possono certo risolvere di colpo i problemi quarantennali di un paese come l’Italia. Possono indicare una strada e sperare che i ministri capiscano e si diano da fare. Al massimo possono sospendere il pagamento delle rate, nel caso il paese abbia richiesto un prestito.
    In Italia si oscilla sempre tra un’attesa messianica del Salvatore della Patria o il timore oscuro del Complotto Demoplutogiudaicomassonico. E’ il sintomo di una societa’ immatura e poco istruita.
    La realta’ e’ molto piu’ banale. I governi li scelgono gli elettori. Se portano il paese alla catastrofe la colpa non e’ del Fmi o della Spectre, ma degli elettori. Il Fmi se chiamato cerca di fare il meglio che puo’ data la situazione, ma non ha bacchette magiche. Togliersi dalla m.erda e’ un compito che tocca a quegli elettori che hanno scelto i governi.
    Le autorita’ europee hanno cercato fondi per l’EFSF da tutte le parti, per quello che so. Ma nessuno vuole finanziare per il momento la madre di tutti i titoli tossici. Certo non senza avere garanzie su come funzionera’.
    Ahhh e qua vi volevo!!Il commento dell'autore partorisce un collegamento interessante.Bce-Fondo Salva Stati-Fmi.Da cosa sono legati?Dal Mes,meccanismo di stabilità europea.E si perchè dentro ci sarà anche l'Fmi.Sempre che passi ovviamente,ma nulla ad oggi può far pensare al contrario...Vorrebbero far approvare il trattato che introduce il Mes entro dicembre affinchè divenga operativo al massimo nel 2013...Nel Mes c'è dentro anche l'Fmi: il cerchio si chiude cari lettori.Urge presa di coscienza.Urge fare i giusti collegamenti...

    Redazione Free Italy

    CONTI PUBBLICI,INTERVIENE L'FMI: E' LA FINE DELL'ITALIA E DELLA NOSTRA SOVRANITA'.

    martedì 8 novembre 2011

    “Non abbiamo nessun problema che ci obblighi a rivolgerci al Fondo Monetario Internazionale… Abbiamo un problema passeggero che si corregge… Va capito che il problema è strutturale e che ha a che fare con l’Euro, con la sua creazione…”

    No, non è Berlusconi, era il premier portoghese Josè Socrates l’11 ottobre 2010, pubblicato dal quotidiano Diario de Noticias. Un paio di personaggi tolsero le loro scarpe da 1300 dollari dal mogano della scrivania e fecero una telefonata. La linea viaggiò da Singapore a Manhattan, da Ryad a Bruxelles, da Francoforte alla City di Londra. Fatelo fuori, gli abbiamo lasciato un po’ di aria nella trachea e questo l’ha usata per rantolare. Non si rantola con noi, si muore in silenzio. Chiudetegli l’aria.

    Tassi sui titoli portoghesi alle stelle, il Tesoro portoghese che vede i numeri del debito sui computer schizzare in alto esattamente come la frequenza cardiaca di chi fosse attaccato a un cardio-monitor mentre lo strangolano. Poi il silenzio. Socrates è un dead man walking, è morto. Il Fondo Monetario entra trionfale a Lisbona seminando devastazione. Le conseguenze in una frase scritta dall’International Business Times: “Il Portogallo ha accettato delle misure di austerità durissime che ora minacciano di soffocare proprio la crescita di cui necessita per salvarsi dal debito”. Cioè, è proprio la cura dettata dalle elite che uccide il paziente moribondo. Un giornalista italiano l’aveva detto, e l’aveva pure raccontato alla sua nonna, e aveva spiegato perché lo fanno e chi sono. Ora tocca a noi.

    Gli sterminatori Neoclassici, Neomercantili e Neoliberisti non potrebbero fare nulla di tutto questo se ancora avessimo una moneta sovrana. Ma Mario Draghi, che dovrebbe essere fucilato a Roma per alto tradimento e con lui Prodi, Monti, e Bini Smaghi per primi, dice no. N-o, due lettere, le sofferenze che ne derivano non stanno in un’intera epica.

    Caro Silvio, ti hanno augurato di morire di cancro, di infarto, di Viagra. Ora fanno sul serio. Sei immensamente patetico mentre tenti di resuscitare la tecnica del tuo maestro Ronald Reagan “Va tutto bene, e ve lo dico col sorriso a 50 denti”. Con la differenza che lui aveva una moneta sovrana che spese a debito come un pazzo, e per un po’ al suo “tutto bene” seguì veramente tutto bene. Al tuo segue la necrosi delle tue gengive, il tuo tempo è scaduto.

    Gli italiani non s’immaginano cosa li aspetta. Ma dovrei piangere? Guardo i dati auditel di Santoro giovedì, e guardo la lapide dei partigiani diciottenni che ho sotto casa. L’audience di Santoro è viva, ma quei partigiani sono morti per fortuna, non devono soffrire, loro non se lo meriterebbero. Ok, gli altri si meritano tutto. Non piango, mi guardo Giorgia che canta ‘E’ l’amore che conta’ su Youtube. Che capolavoro di canzone, che capolavoro di città Venezia. (a chi la venderà il prossimo governo? Speriamo non agli arabi, al limite i koreani, dai, speriamo).

    FONTE

     
    Free Italy © 2011 | Designed by RumahDijual, in collaboration with Online Casino, Uncharted 3 and MW3 Forum